A Torino via libera ai monopattini elettrici – Ecco tutte le regole

09/10/2019

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Approvata la delibera con le linee guida

Via libera ai monopattini elettrici. E’ stata approvata dalla giunta Appendino la delibera con le linee guida per i servizi free floating per la nostra città, una delle prime in Italia ad avviare la sperimentazione voluta dal ministro dei Trasporti.

Nei prossimi giorni il Comune pubblicherà l’avviso che resterà aperto per 5 anni. Ma, secondo le previsioni, già novembre piu’ di una decina di operatori dovrebbero far partire il servizio a Torino.
Così ha spiegato ieri l’assessore alla Vibilità Maria Lapietra:
“Entro fine mese piazzeremo i cartelli stradali che informano tutti che aderiamo alla sperimentazione ministeriale Ci sono una dozzina di operatori e alcuni sono pronti a mettere a disposizione anche bici a pedalata assistita”.

Regole diverse in base l mezzo, che sia in affitto o di proprietà. I servizi free floating prevedono l’utilizzo di biciclette, a pedalata assistita e non, scooter e altri veicoli innovativi a propulsione elettrica.

“Oltre a regolare la sosta dei mezzi, dettando direttive tese a impedirne l’abbandono selvaggio e per disciplinarne il recupero – spiegano da Palazzo Civico – “il documento prevede la creazione di un Tavolo di lavoro con gli operatori interessati alla gestione dei servizi di mobilità in sharing”.

L’esame dei dati forniti servirà inoltre per disporre la riduzione o l’aumento del numero dei mezzi massimo stabilito per la composizione delle flotte degli operatori di micromobilità in sharing, inizialmente fissato in 500 unità. Non è invece prevista alcuna limitazione per biciclette tradizionali, a pedalata assistita e scooter.

“Nelle piazze San Carlo, Castello, Vittorio Veneto, Carlo Alberto, Carignano e Palazzo di Città la sosta, che nel resto della città dovrà comunque sempre rispettare le norme del codice della strada, sarà consentita solo nelle aree destinate a parcheggio di cicli e motocicli delimitate da apposita segnaletica, laddove esistenti – aggiungono dal Comune – “Per garantire la rimozione dei mezzi posteggiati irregolarmente o abbandonati, i singoli operatori dovranno predisporre un servizio di call center, pronto intervento e controllo dei dispositivi, attivo 365 giorni l’anno e sull’intero arco della giornata, con personale pronto a rimuoverli o spostarli entro 24 ore dalla segnalazione.

A copertura degli eventuali costi di recupero dei mezzi abbandonati in caso di sospensione e abbandono dell’attività, ogni operatore dovrà poi produrre una fidejussione di 10 euro, nel caso di biciclette tradizionali, bicilette a pedalata assistita, monopattini e segway, e 20 euro, nel caso di scooter, per il numero di mezzi utilizzati.

Tra gli adempimenti previsti per i futuri gestori dello sharing cittadino anche la sottoscrizione di una polizza con massimali di copertura pari almeno a 5 milioni di euro per responsabilità civile verso terzi, includente la copertura dei danni alle strutture e agli utilizzatori del servizio e una seconda, sempre di 5 milioni di euro, per la responsabilità civile personale del conducente.

I servizi in condivisione – concludono da Palazzo Civico – “dovranno, non appena possibile, essere integrati all’interno della piattaforma MaaS (Mobility as a Service), attualmente in fase di sperimentazione a Torino. All’atto dell’adesione ogni operatore metterà a disposizione degli utenti per l’utilizzo del proprio sharing una somma di 5 euro annui moltiplicata per il numero dei mezzi che compongono la flotta.

L’ avviso per l’individuazione degli operatori interessati sarà pubblicato a breve: per le biciclette tradizionali, quelle a pedalata assistita e gli scooter a flusso libero , avrà una durata di 5 anni rinnovabili, mentre per i monopattini e i segway si chiuderà invece il 27 luglio 2021, termine del periodo di circolazione sperimentale”.

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