“Addio Torino, sei una città razzista” – L’attacco della calciatrice Juve e la risposta di Appendino

29/11/2019

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La risposta della sindaca Chiara Appendino

“A volte Torino sembra un paio di decenni indietro nei confronti dei differenti tipi di persona. Sono stanca di entrare nei negozi e avere la sensazione che il titolare si aspetti che ruba”.

Sono alcune delle dure parole utilizzate da Eniola Anuko, attaccante della Juventus, in un’intervista rilasciata al quotidiano britannico The Guardian. Eniola Aluko è la calciatrice che pochi giorni fa ha deciso di abbandonare la Juventus Women e Torino.

“Ci sono non poche volte in cui arrivi all’aeroporto e i cani antidroga ti fiutano come se fossi Pablo Escobar…”. – ha aggiunto l’attaccante nigeriana, naturalizzata britannica – “Non ho avuto esperienza di razzismo dai tifosi della Juventus né tanto meno nel campionato di calcio femminile, ma il tema in Italia e nel calcio italiano c’è ed è la risposta a questo che veramente mi preoccupa, dai presidenti ai tifosi del calcio maschile che lo vedono come parte della cultura del tifo”.

A queste parole è seguita la risposta della sindaca di Torino, Chiara Appendino, tranite un post su facebook:
“Con questo post voglio rispondere alle parole di Eniola Aluko, giocatrice della Juventus ma anche avvocata e giornalista.

“A Torino trattata come una ladra. A volte la città mi è sembrata 20 anni indietro”.
Queste dichiarazioni pesano come un macigno.
Pesano perché si riferiscono a valori universali, come quelli dell’accoglienza e della lotta alle discriminazioni.
Pesano perché la storia di Torino è una storia di porte aperte, non chiuse.
Pesano perché oggi, purtroppo, nel nostro Paese episodi di discriminazione sono tornati a diffondersi.

Negli ultimi tempi qualcosa in Italia è cambiato. In alcuni frangenti si è tornati a legittimare pensieri e comportamenti che dovevano rimanere sepolti per sempre, nelle pagine più vergognose dei libri di storia. Studiati sempre troppo poco.

Ma non mi rassegno io, non si rassegnano migliaia di cittadini che quei pensieri li combattono ogni giorno, non si rassegna Torino.
Perché Torino non è così”.

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