Controlli nelle stazioni di Piemonte e Valle d’ Aosta – 100.000 le persone identificate nel corso dell’anno

04/01/2019

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Il dato più positivo è la diminuzione delle aggressioni fisiche a Capitreno, passate dalle 44 del 2017 alle 14 del 2018

Quello appena concluso è stato un anno impegnativo per la Polizia Ferroviaria di Piemonte e Valle d’Aosta, che ha visto i propri Agenti costantemente impiegati in attività di vigilanza e controllo sia negli ordinari servizi istituzionali che in quelli di carattere straordinario, organizzati di iniziativa o su specifici input ministeriali diramati dal Servizio Polizia Ferroviaria di Roma.

I dispositivi di monitoraggio e controllo hanno interessato le stazioni di entrambe le regioni, sia le principali che gli scali minori privi di presidi permanenti, attraverso l’invio mirato sul posto di operatori, e sono stati estesi anche a bordo treno con l’impiego del personale di scorta appositamente qualificato.

I risultati conseguiti parlano di sicurezza: durante tutto il 2018, gli operatori del Compartimento hanno proceduto a controllare ed identificare complessivamente  99.438 persone di cui  32.178 straniere e 4.253 minori. Del totale, 38.107 sono gli identificati a bordo treno. Le persone arrestate sono state n. 44, mentre quelle indagate a piede libero n. 727. 4.350 i veicoli controllati lungo il perimetro delle stazioni e nei piazzali antistanti, con 595 violazioni al Codice della Strada contestate.

Nell’espletamento dei servizi specifici sopra accennati sono state sequestrate n. 35 armi, di cui n. 27 da taglio e n. 8 improprie; tra lo stupefacente sequestrato, nel corso dei quotidiani servizi di controllo ai pendolari, specie ragazzi e giovani, oltre 4 kg di marijuana e decine di pezzi di droga sintetica.

L’impiego del personale del Compartimento di Polizia Ferroviaria per il Piemonte e la Valle d’Aosta si è altresì articolato in 12.662 servizi di vigilanza nelle stazioni F.S. con pattuglie in uniforme appiedate e, negli scali maggiori del capoluogo torinese, a bordo di mezzi elettrici Polfer che consentono di vigilare meglio i luoghi più isolati; nei n.1.125 servizi antiborseggio in abiti civili, effettuati sia negli scali ferroviari che a bordo treno; in n. 618 pattuglioni straordinari, tra cui numerosi servizi preventivi di bonifica negli scali, realizzati anche con l’ausilio del Reparto Mobile e di Unità Cinofile antisabotaggio e antidroga posti a disposizione dalla Questura di Torino, oltre che del Reparto Prevenzione Crimine posto a disposizione dalle Questure del territorio, in attuazione di pianificazioni strategiche condivise, che garantiscono continuità dei servizi tra stazione e quartiere/i limitrofi. Lo stesso personale specialistico ha fornito collaborazione in occasione di controlli straordinari a viaggiatori e bagagli scaturiti dagli allertamenti anti terrorismo diramati sia dalle Questure che dal Ministero, interessando molteplici periodi dell’anno appena concluso, in particolare nei fine settimana. Non meno efficace si è evidenziato il concorso dei militari dell’Esercito che affiancano gli Agenti della Polfer nei quotidiani servizi di pattugliamento e monitoraggio nella stazioni di Porta Nuova e Porta Susa.

Sempre in tale contesto, grande attenzione è stata rivolta alla sicurezza del personale ferroviario viaggiante, in particolare dei Capitreno, oltre che dei viaggiatori, assicurando la scorta con 4462 operatori specializzati, a bordo di 11.272 convogli ferroviari, risultati critici all’esito di monitoraggi e valutazioni congiunte mensili effettuate con FS, compreso il treno notte Roma/Torino scortato quotidianamente.

Apprezzabile la diminuzione dei delitti consumati in ambito ferroviario, che sono stati 693, contro 848 del 2017, 1114 del 2016 e 1112 del 2015.

Anche l’attività contravvenzionale per violazione del Regolamento di Polizia Ferroviaria ha registrato risultati importanti; i relativi servizi, mirati al contrasto di comportamenti illeciti in ambito ferroviario, primi fra tutti gli indebiti attraversamenti di binari e passaggi a livello che risultano ancora essere tra le cause principali di investimenti mortali, nonché l’occupazione abusiva di carrozze in disuso, hanno consentito l’elevazione di ben 392 sanzioni.

All’attività di prevenzione e repressione, si è affiancata quella più strettamente formativa e di prossimità.

Alla necessità ed urgenza formativa in materia di sicurezza ferroviaria, la Polfer ha risposto nel 2018 divulgando nelle scuole progetti di sicurezza ferroviaria, in un’opera di responsabilizzazione dei ragazzi che va a sostegno delle famiglie e delle agenzie educative per eccellenza.

Operatori Polfer appositamente formati sono stati inviati in molte scuole medie inferiori e superiori per incontrare scolaresche e portare avanti il progetto “Train…to be cool”, promosso dal Servizio Polizia Ferroviaria. Hanno spiegato agli studenti il corretto comportamento da tenere in stazione e sul treno per tutelare la loro incolumità. La formazione, in alcune occasioni, si è espressa anche “sul campo”, con incontri che hanno permesso ai ragazzi di conoscere direttamente il mondo ferroviario nelle sue principali sfaccettature, non ultimo il 22 settembre scorso, con la giornata alla Reggia di Venaria Reale “Gioca Volley S3….in sicurezza” con il motto ”Non invadere i binari metti un muro tra te e il pericolo”, a fianco della Federazione Italiana Pallavolo e di ANSF in cui, attraverso i valori e le regole dello sport, si è approfondito il concetto di legalità e di educazione al senso civico.

Importanti anche le presenze coordinate dalle Questure alla campagna di sensibilizzazione “Questo non è amore” nell’atrio della stazione di Porta Nuova e davanti alla stazione di Vercelli, al Salone Internazionale del Libro di Torino, dove il messaggio ha raggiunto un pubblico più eterogeneo e molto interessato.

La Polfer, che per storia, tradizione e cultura porta nel suo DNA in primis la polizia di prossimità, non ha lesinato energie riguardo a vicinanza e contatto con persone particolarmente vulnerabili, quali minori, anziani, persone malate, confuse, o comunque in difficoltà intercettate sia nelle stazioni che a bordo treno; solo per citare un dato, nel 2018 sono state rintracciate n. 66 persone denunciate scomparse, di cui 47 minori che si erano allontanate dalle proprie abitazioni, da centri di accoglienza o comunità. Di recente nei servizi di bonifica svolti nelle aree torinesi di sosta dei carri demolendi e manutenzione treni, sono state rintracciate minori, immediatamente assistite, portate in sicurezza e restituite alle famiglie od alla rete di protezione, come disposto dall’AG. Solo a novembre bambina e madre nigeriana, vittime di maltrattamenti in famiglia, sono state rintracciate in stazione a Novi Ligure e ricollocate in struttura idonea, mentre la Polfer di Santhia ricorda con piacere l’anziana signora allontanatasi da una casa di riposo in Biella e rintracciata in stazione a Santhià a maggio. Invece, situazioni di particolare degrado rilevate durante i servizi sono state segnalate alle reti socio-assistenziali locali, anche per prevenire le tragiche conseguenze dell’emergenza freddo per chi cerca ripari di fortuna in ambito ferroviario.

Significativi i risultati di polizia giudiziaria raggiunti, all’esito di indagini svolte sui responsabili di intimidazioni e danneggiamenti a bordo treno, se non di interruzioni di pubblico servizio. Il dato più positivo è la flessione delle aggressioni fisiche a Capitreno, passato dalle 44 del 2017 alle 14 del 2018, su un totale di 59 episodi, tra aggressioni fisiche e cosiddette verbali, del 2017 scesi a 41 nel decorso anno, per 22 dei quali sono peraltro stati già identificati e deferiti all’AG i relativi autori.

Anche la microcriminalità in ambito ferroviario è stata contrastata dal pronto intervento delle pattuglie Polfer, impegnate a sensibilizzare gli utenti, atteso che i denunciati agiscono spesso in carrozze che si vanno via via svuotando lungo il tragitto, di norma in coda treno, operando poco prima di giungere in stazione e scendendo repentinamente una volta compiuto l’illecito, approfittando della distrazione altrui. E’ importante rammentare che, in questi casi, l’immediata segnalazione al Capotreno che interessa la Polfer in via di emergenza o al NUE 112 consentono l’attivazione di Polfer o delle forze di polizia territoriali. La notizia tempestiva consente altresì l’immediato recupero delle immagini dei sistemi di videosorveglianza FS, per gli sviluppi investigativi del caso.

Nell’ambito dei servizi a bordo treno e in stazione, nel torinese numerosi sono gli indagati per furto, ma anche gli arrestati, dalla sottrazione di uno smartphone sul TGV, a gennaio, sull’Intercity notte Torino PN – Roma a febbraio, a bagagli e PC persi di vista nell’atrio di Porta Nuova, fino ad una recente rapina ai danni di un minore sulla Torino- Cuneo, finita con un arrestato e un indagato. Nell’espletamento dell’attività di repressione di reati, sono stati altresì effettuati mirati servizi volti al contrasto dei furti di rame in ambito ferroviario. Ad Asti a marzo sono stati colti sul fatto due fratelli di etnia slava che, dopo aver trafugato cavi di rame in linea, erano intenti a caricarli su furgone.

Un prezioso contributo all’attività operativa è stato assicurato anche nel 2018 dal processo di innovazione tecnologica e formazione avviato dal Servizio Polizia Ferroviaria con l’implementazione delle dotazioni della Sala Operativa Compartimentale, l’assegnazione alle pattuglie di palmari di servizio geolocalizzati, collegati alle banche dati ministeriali e di sistemi di rilevazione impronte presso gli uffici Polfer, che hanno consentito di intensificare i controlli alle persone nella massima speditezza e di migliorare le comunicazioni di emergenza con i Capitreno. Ampliati anche da FS gli impianti di videosorveglianza di ultima generazione, collegati h24 alla Sala Operativa.

L’evento più significativo del 2018, che ha segnato in modo indelebile la memoria professionale di ogni operatore Polfer intervenuto, resta il disastro ferroviario di Caluso, nella notte tra il 23 e il 24 maggio, dove personale della Specialità: insieme alla Questura, ai Carabinieri, agli enti di soccorso sanitario e tecnico, ha gestito le delicate fasi di soccorso ai 25 feriti e assistenza alle famiglie delle due vittime, il macchinista di Trenitalia e un cittadino rumeno addetto alla scorta del trasporto eccezionale su strada; insieme a RFI ha gestito la complessa messa in sicurezza dell’infrastruttura ferroviaria e dei convogli; coordinato dalla Procura di Ivrea, insieme alla Polizia Stradale, ha avviato gli accertamenti tecnici specialistici, proseguiti nei giorni e settimane successivi, per stabilire la dinamica dell’incidente, ruoli e ambiti di responsabilità; per dieci giorni ha presidiato continuativamente la zona a custodia del passaggio a livello, dell’area e dei mezzi sottoposti a sequestro dalla A.G., per preservare l’integrità delle fonti di prova.

Prosegue, invece, la vicinanza ai familiari del macchinista così come ai familiari delle tante giovani vite terminate prematuramente sui binari nel 2018, familiari che la Polfer ha incontrato nei momenti più dolorosi, cui rimane legata da un fil rouge che dà senso alla funzione di sicurezza ferroviaria, aiutando vittime e soccorritori insieme.

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