Gli over 80 superano per la prima volta i neonati “Per l’Italia è una Caporetto”

03/01/2019

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"Germania e Italia sono i Paesi con le perdite maggiori in termini assoluti e relativi"

Inequivocabili i dati diffusi dall’Istat nello studio su “Natalità e fecondità della popolazione residente“. I numeri dicono che i nuovi nati registrati nel 2017 sono 458.151 bambini, la cifra più bassa registrata dall’Unità d’Italia ad oggi, Una statistica che include anche gli anni dei due conflitti mondiali.
Ma il dato più significativo è che per la prima volta, il numero dei nuovi nati è sceso sotto quello degli ottantenni (482 mila al 1 gennaio 2018).

Se si fa un confronto fra i nati del 2017 e quelli del 1965 risulta che i bambini nati l’anno scorso in Italia rappresentano meno della metà dei neonati di 54 anni fa. Colpisce anche il dato sul numero medio di figli per donna, che crolla da 2,7 a 1,3.

Un’ ulteriore statistica Eurostat, riportata dal Sole 24 Ore, dice che il rapporto fra nuovi nati e ottantenni relativi al 2016 vede al primo posto l’Irlanda, dove nascono tre bimbi ogni ottantanne. Al secondo posto la Repubblica Slovacca, poi Repubblica Ceca, Svezia e Gran Bretagna. In fondo alla classifica: Germania, Portogallo, Grecia e Italia.

C’ è infine una previsione di Corrado Bonifazi e Angela Paparusso, dell’Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali del Cnr, che sul sito Neodemos.info spiegano che secondo le previsioni Onu, «tra il 2015 e il 2035 la popolazione in età lavorativa diminuirà in Europa di 49,3 milioni con le migrazioni e di 64,9 senza migrazioni: in termini relativi si tratta di un calo, nelle due ipotesi, del 10,8 e del 14,2%. Germania e Italia sono quelli con le perdite maggiori in termini assoluti e relativi: senza alcun apporto migratorio la fascia di popolazione in età di lavoro diminuirà in entrambi i Paesi di circa un quinto, con un calo di 10,8 milioni di unità nel primo caso e di 6,8 nel secondo».

Insomma per il nostro Paese, se non è una Caporetto, poco ci manca

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