Ruffino (FI): “I No Tav hanno perso la battaglia. Ci spiace per loro e per Chiamparino che vuole strumentalizzarla a fini elettorali”.

12/03/2019

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"A Chiamparino rimane solo questa carta da giocarsi"

La Tav è un’opera che non è più fermabile, la battaglia per bloccare il progetto è stata persa anni fa. Con queste parole l’onorevole Daniela Ruffino di Forza Italia commenta la situazione che si sta delineando, non risparmiando critiche al presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, che si è buttato a testa bassa sulla difesa del progetto Torino-Lione per scopi esclusivamente elettorali, secondo la parlamentare di Forza Italia.

“E’ il caso che qualcuno inizi a dire la verità sulla Tav a tutti. La verità è che l’alta velocità è un’opera non più fermabile, voluta e sottoscritta più volte con trattati internazionali e voti del Parlamento da più governi – afferma Daniela Ruffino, che aggiunge – ” Non basta una lettera d’intenti del premier Conte per fermarla e questo i No Tav dovrebbero saperlo. E’ giusto che qualcuno dica loro che la battaglia contro l’alta velocità l’hanno persa anni fa. Allo stesso tempo, però, è il caso che qualcuno lo spieghi anche a Sergio Chiamparino, che in questi giorni si sta impegnando a recitare il ruolo del “finto tonto”, invocando referendum sulla Tav da unire alle elezioni regionali in cui ha paura di perdere.

Per Chiamparino, secondo Ruffino, quella sulla Tav è l’unica carta che gli è rimasta.

“A Chiamparino rimane solo questa carta da giocarsi – sottolinea l’esponente di Forza Italia. “Non potrebbe altrimenti dilungarsi troppo discutendo di Sanità o altri settori in cui ha fatto poco e male. Per questo motivo l’attuale presidente fa finta di non vedere che i bandi, anche se in modo mal comunicato e sostanzialmente zoppo, sono partiti e sempre per lo stesso motivo finge di non sapere che la Tav è ancora in una botte di ferro anche senza il suo referendum consultivo. Se vuole rendersi utile, invece che elaborare strategie elettorali che passano attraverso la strumentalizzazione del voto dei piemontesi, si faccia portavoce delle aziende che chiedono più chiarezza e tempi certi – conclude – “C’è bisogno di massa critica e non di strumentalizzazioni”.

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