Università di Torino contro Matteo Salvini: “Gioca sulla pelle dei migranti, torni umano”

11/07/2019

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L’Università di Torino esprime grave preoccupazione per il clima di ostilità crescente

Il duro attacco al ministro dell’Interno Matteo Salvini arriva questa volta dal mondo accademico torinese. E l’Università di Torino a prendere una posizione ufficiale contro Salvini e a fianco delle Ong.

Il senato accademico dell’ateneo ha diffuso una testo netto nei contenuti, nel quale ha espresso “piena solidarietà agli equipaggi delle navi Sea Watch, a Mediterranea – Saving Humans e a tutte le navi della società civile che da anni nel Mediterraneo svolgono un prezioso lavoro di monitoraggio e tutela dei diritti e del diritto”.

Il consiglio riunisce rappresentanti di docenti, studenti e tecnici di Unito.

Nel comunicato si aggiunge: “il salvataggio di naufraghi sia un dovere non solo morale, ma giuridico, e che ogni evento di soccorso si può dichiarare concluso, secondo quanto stabilito dalle Convenzioni internazionali in materia, solo quando tutte le persone salvate sono portate in un luogo in cui la loro vita e la loro sicurezza non sono più a rischio”.

Riguardo al caso Sea Watch 3”, guidata dall’ormai nota capitana Carola Rackete, hanno gli accademici scrivono: “L’unico porto offerto è stato quello di Tripoli, la capitale di un paese in guerra dove l’Onu ha dichiarato che ogni giorno si consumano “indicibili orrori” ai danni delle persone migranti – si legge nella mozione – Non riconducendo in Libia i naufraghi soccorsi, la capitana della nave ha semplicemente rispettato il divieto di refoulement, oltre che i principi più elementari di etica e umanità. A quel punto, nel rispetto del diritto internazionale e, segnatamente, della Convenzione di Amburgo, si è diretta verso l’isola di Lampedusa, porto sicuro, che consentiva una ragionevole deviazione di rotta”.

Quindi l’attacco al vicepremier Salvini:
“Appare evidente che sulla pelle dei migranti si stia giocando una prova di forza politica che ha già dimostrato di non rispettare le norme di diritto internazionale in materia, evidenza del tutto rafforzata da quanto deciso dal giudice di Agrigento che ha dichiarato come il decreto sicurezza-bis, emanato proprio per limitare le attività delle Ong, non sia ad esse applicabile – concludono gli accademici – “Alla luce di tutto questo, l’Università di Torino esprime grave preoccupazione per il clima di ostilità crescente contro le organizzazioni che si occupano del soccorso in mare, e si augura che sarà presto possibile tornare a discutere con ragionevolezza e umanità del tema delle migrazioni, analizzando tutte le cause che muovono i flussi migratori e smettendo di criminalizzare il salvataggio di vite umane. In questo senso crediamo che le università abbiano una responsabilità verso la società tutta nel combattere il clima di odio imperante mettendo al servizio della società tutti gli strumenti di studio e di accoglienza possibili”.

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