L’Italia primeggia nell’utilizzo del contante, 86% delle transazioni – Alto il rischio di riciclaggio

14/06/2019

Lo studio è stato effettuato dal ministero dell’Economia, e precisamente  dall’analisi del Comitato per la sicurezza finanziaria (Csf) presieduto dal dg del Tesoro Alessandro Rivera, e i dati che emergono sono piuttosto chiari: l’Italia è il Paese che primeggia nettamente in Ue per un utilizzo dei contanti, durante le transazioni, pari all’86% del totale, rispetto a una media Ue del 79%.

L’analisi è stata approfondita dal Sole 24 Ore. Il quotidiano specializzato in economia e finanza parla anche dell’ipotesi allo studio di un’introduzione di una tassa sul contante che la Lega starebbe valutando. Più esattamente: condono sul contante, e, anche, di pace fiscale sul contante.

La Calabria, in particolare, è saldamente al primo posto in Italia: qui il contante corrisponde addirittura al 94% delle transazioni. Seguono Abruzzo, Molise e Campania col 91% degli scambi. Ma non è solo il Sud Italia ad avere dati rilevanti. Anche la Lombardia, tra le regioni più virtuose, supera la media dell’Ue con il suo 81%. Poi Sardegna e Toscana registrano un 82%.

Il Comitato per la sicurezza finanziaria del Ministero del Tesoro – riporta il Sole 24 Ore – ha anche “costruito una mappa del rischio-riciclaggio provincia per provincia, che incrocia l’intensità dell’uso del cash con la presenza di attività illecite”. Da ciò emerge che il rischio è particolarmente elevato in “diverse aree della Toscana e della Romagna e nelle Autonomie del Nord”.
Ma l’utilizzo del contante tradizionale “punta decisamente sul Mediterraneo: e in cima, dietro a piccoli Paesi come Cipro e Malta e alla Grecia, il primo dei big  è proprio l’Italia, tallonata dalla Spagna”.

Ma il rischio riciclaggio non si rileva solo con la frequenza di utilizzo del contante. Il Csf del Tesoro calcola il rischio anche con un cosiddetto “indicatore di anomalia relativa”, ovvero: “per ogni euro depositato in banca utilizzando strumenti diversi dal contante è considerato l’ammontare dei versamenti in contanti non giustificati da fattori strutturali locali di natura socio-economica e finanziaria».

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