Piemonte – “Il Piano cave è uno scempio ambientale e paesaggistico: si potranno estrarre 300 milioni di metri cubi di terreno”. L’allarme

11/01/2023

Piemonte – “Il Piano cave è uno scempio ambientale e paesaggistico: si potranno estrarre 300 milioni di metri cubi di terreno”. L’allarme

“Il Piano cave è uno scempio ambientale e paesaggistico. Nei prossimi 10 anni si potranno estrarre 300 milioni di metri cubi di terreno, il triplo del decennio precedente”

Il Piano Regionale per le attività estrattive (PRAE) adottato dalla Giunta regionale avrebbe dovuto avere il difficile compito di equilibrare attività estrattiva e rispetto dell’ambiente e del paesaggio, tutela della salute pubblica e norme urbanistiche. Invece, è stato tradito lo spirito che aveva ispirato la norma e il documento è diventato un “via libera” per le imprese che nei prossimi 10 anni potranno estrarre materiali in quantità più di tre volte superiori a quelle degli ultimi 10 anni: doveva essere un passo avanti, ma se ne fanno tre indietro. In questo momento in cui la crisi climatica, energetica e ambientale è sotto gli occhi di tutti, la Regione Piemonte si muove come se fossimo nel secolo scorso” dichiarano Domenico Rossi, primo firmatario della legge regionale 23/2016, e Raffaele Gallo, Presidente del Gruppo Pd a Palazzo Lascaris.

 “I volumi concessi allo stato attuale sono esorbitanti.  Per quanto riguarda il comparto degli aggregati per le costruzioni e le infrastrutture (sabbia e ghiaia): se il fabbisogno calcolato su quanto estratto negli ultimi 10 anni è pari a 63 milioni di metri cubi, nei prossimi 10 (la vigenza del PRAE) saranno autorizzabili ben 101 milioni di metri cubi, esclusi i volumi già autorizzati e non ancora scavati che ammontano a circa 95 milioni di metri cubi, per un totale, quindi, di 196 milioni. Il triplo degli ultimi 10 anni, durante i quali l’unico piano esistente era quello della Provincia di Novara. Ma anche per le pietre ornamentali e i materiali industriali la situazione è analoga, tanto che, se si sommano le diverse categorie, il totale di materiale estraibile è pari a 306 milioni di metri cubi contro un fabbisogno di 96” afferma Rossi.

 “Cosa può giustificare questi numeri? Forse un piano di opere pubbliche stratosferico? O la costruzione di intere nuove città? Nulla di tutto questo: il Piemonte registra un calo demografico e, in questa fase, l’attività edilizia è orientata alle ristrutturazioni. La verità è che si vuole vanificare la pianificazione, facendo in modo che ogni richiesta delle imprese sia accolta. Invece di limitare il consumo di una risorsa finita e agganciarla ai bisogni reali dell’economia si rinuncia a svolgere il ruolo di mediatori dei diversi interessi per assecondarne uno solo: quello privato. Con la situazione limite in cui tutte le risorse disponibili ammontano a circa 244 milioni di metri cubi, pertanto, qualora nel prossimo decennio si arrivasse alla soglia massima, rischieremmo di esaurirle quasi del tutto” aggiunge il Consigliere dem.

 “Tutto questo ricadrà sulla testa dei sindaci che, oltre a essere stati poco coinvolti, non potranno decidere per il loro territorio e dovranno anche subire la salvaguardia per cui le schede con gli ampliamenti delle cave saranno sovraordinate rispetto ai piani regolatori, anche nelle more dell’approvazione del piano. Un piano scritto con i cavatori per i cavatori e che ignora tutti gli altri interessi in gioco nel settore estrattivo” commenta Gallo.

 “Ma non è solo lo spirito della legge regionale ad essere tradito – ricorda Rossi – anche le promesse fatte ai cittadini dal Presidente Cirio. Ancora da parlamentare europeo, in più di un’occasione, proprio Cirio si era detto favorevole al blocco della proliferazione delle cave soprattutto nella zona di Valledora tra Biella e Vercelli. Eppure anche per quell’area si parla di estensioni possibili da 1 milione a 3 milioni di metri quadri”.

 Ovunque si assiste a un potenziale consumo di suolo allarmante: +60% per Novara, +45% per VCO, +132% per VC-BI, +241% AL-AT, +146% CN e +69% TO. 

 “In questa fase storica in cui si parla di transizione ecologica e di economia circolare la Giunta Cirio è rimasta agli anni ‘70 del boom economico. Basta guardare le poche paginette dedicate agli aggregati riciclati: nulla di concreto, nonostante, anche grazie al superbonus 110%, stanno aumentando i rifiuti inerti. Il PRAE piemontese si ferma alla constatazione che si tratta di un prodotto che non trova molto spazio nel mercato” spiega Rossi

 “Chi guida questa Regione lo sta facendo con gli occhi bendati …ma a pagare le conseguenze saranno i passeggeri/cittadini. Ci auguriamo che i sindaci e le associazioni di rappresentanza dei Comuni intervengano a tutela del territorio e dei cittadini. Con i colleghi del gruppo del Partito Democratico non faremo mancare una ferma opposizione al tentativo di ritorno al passato della Giunta Cirio” concludono i Consiglieri Democratici.

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