Pubblica Amministrazione – Addio al posto fisso e al dipendente “alla Checco Zalone”. Anche il sindacato lancia l’allarme

27/12/2023

Pubblica Amministrazione – Addio al posto fisso e al dipendente “alla Checco Zalone”. Anche il sindacato lancia l’allarme

La pubblica amministrazione italiana affronta una crisi di personale, nonostante l’arrivo dei fondi del Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).

I concorsi per nuove assunzioni procedono lentamente, incapaci di compensare le uscite di personale.

Nel 2022, più di 14.000 persone si sono dimesse dagli enti locali, mettendo fine a speranze di occupazione stabile (ambizione che era messa in primo piano solo fino a poco tempo fa. E tema di molti film di successo, come  “Quo vado?” di Checco Zalone).

Il sindacato Flp segnala che, nonostante le assunzioni con il Pnrr, si registra una perdita netta di circa il 2% di personale negli enti locali, con molte nuove assunzioni a tempo determinato.

Marco Carlomagno, segretario nazionale della Flp, Federazione Lavoratori pubblici e funzioni pubbliche, spiega che la pubblica amministrazione non è attrattiva in termini di stipendi e carriere.

“Questi dati non ci sorprendono perché la Pubblica amministrazione non è attrattiva in termini di stipendi e carriere”  ha dichiarato Marco Carlomagno a veritaeaffari.it. “Anche considerando i nuovi bandi, i concorsi non solo non potenziano la Pubblica amministrazione, ma non riescono neanche a coprire neanche i posti di chi va in pensione. Negli enti locali, ad esempio,nonostante le massicce assunzioni soprattutto con il Pnrr, abbiamo registrato 31.800 persone in uscita a fronte di 29-30mila in entrata”.

“Quindi non c’è alcun potenziamento, bensì una perdita di circa il 2% sul personale con l’aggravante che i nuovi assunti sono a tempo determinato e quindi fra due o tre anni andranno via. Ammesso che non si dimettano prima perchè negli enti locali, essendoci anche stipendi in media più bassi di 200 euro rispetto alle amministrazioni centrali, abbiamo avuto 14.548 dimissioni al 2022”  – ha aggiunto “E se si possono definire degli obiettivi per dei professionisti, non capisco perché non concedere lo smartworking. Basta poi verificare che i target siano stati raggiunti”

“Al Ministro Zangrillo e al Governo – conclude Carlomagno – “chiediamo adeguati e urgenti interventi normativi di raccordo per evitare che le iniziative assunte in materia di taglio del cuneo fiscale, e rimodulazione delle aliquote fiscali, intervenendo sul meccanismo delle fasce di reddito e sulle modalità di tassazione, riducano in modo sostanziale i benefici che gli incrementi contrattuali e lo stesso anticipo contrattuale di fine anno porterebbero ai pubblici dipendenti per iniziare con il piede giusto il 2024.”

 

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