Addio a Maurizio Sella – Storico presidente della Banca: dallo sportello alla guida del gruppo

24/11/2025

Maurizio Sella, figura storica della banca che porta il suo nome, si è spento a 83 anni dopo oltre sei decenni trascorsi nel mondo del credito.

È stato l’emblema del banchiere tradizionale, capace però di traghettare un istituto nato come realtà locale verso un modello moderno e altamente tecnologico, preservandone allo stesso tempo l’autonomia in un settore dominato da fusioni e concentrazioni.
Durante i suoi quattro mandati alla guida dell’ABI, tra il 1998 e il 2006, il sistema bancario italiano ha vissuto un profondo rinnovamento, superando vecchie rigidità e aprendosi maggiormente alla competizione e all’integrazione finanziaria. L’attuale presidente dell’associazione, Antonio Patuelli, ne ricorda le qualità umane e professionali: integrità, visione innovativa e forte senso etico.
Discendente di una famiglia protagonista della storia economica nazionale — la stessa di Quintino Sella, ministro che contribuì a consolidare le finanze dell’Italia post-unitaria — Maurizio iniziò la sua carriera allo sportello, prima di percorrere tutti i gradini interni fino a diventare amministratore delegato nel 1974. Con la trasformazione dell’istituto in un gruppo articolato, nel 2000 passò alla presidenza della holding. Oggi il Gruppo Sella conta 1,5 milioni di clienti, oltre 6.700 dipendenti e un utile consolidato di oltre 132 milioni nei primi nove mesi del 2025.
Il figlio Pietro, attuale CEO, ha ricordato come il padre abbia lavorato fino all’ultimo, curando ogni dettaglio della successione e lasciando in eredità un forte patrimonio morale, basato su fiducia, impegno e lungimiranza.
Messaggi di cordoglio sono arrivati da istituzioni e mondo economico: il ministro Pichetto lo ha definito un amico autentico . Il ministro delle imprese Adolfo Urso Sella ha aggiunto: “Sella ha dato un contributo significativo allo sviluppo economico del Paese. Il suo straordinario impegno, riconosciuto e apprezzato anche dai Cavalieri del Lavoro (che ha presieduto dal 2019 ndr), resterà un punto di riferimento per molti”.

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