
La metà delle donne italiane fra 25 e 44 anni sarà single e senza figli entro il 2030 – Come cambia la società
. Secondo una stima diffusa nel 2020 da Morgan Stanley, entro il 2030 circa il 45% delle donne tra i 25 e i 44 anni sarà single e senza figli. Un dato che spiega molto bene la trasformazione profonda nelle scelte di vita di un’intera generazione.
Sempre più donne mettono al centro lavoro, autonomia economica, crescita personale e relazioni amicali, rimandando o ridisegnando l’idea tradizionale di famiglia. Non si tratta necessariamente di un rifiuto della maternità o della coppia, ma di un modo diverso di costruire il proprio percorso. L’età del matrimonio si alza, le separazioni aumentano e la stabilità finanziaria diventa una condizione considerata essenziale prima di fare progetti a lungo termine. In parallelo cresce il desiderio di indipendenza e si fanno più esigenti i criteri con cui si sceglie un partner.
Questo scenario può essere letto come il segno di una maggiore libertà femminile: oggi molte donne hanno la possibilità concreta di decidere se diventare madri, dedicarsi alla carriera, viaggiare o restare single, senza sentirsi obbligate a seguire modelli imposti. La vita, finalmente, non è più definita esclusivamente dal matrimonio o dai figli.
Ma emergono anche interrogativi. La scelta di non avere figli è talvolta frutto di una convinzione autentica, ma in altri casi è condizionata da ostacoli economici, precarietà lavorativa, carenza di servizi e difficoltà nel conciliare professione e famiglia, un peso che spesso ricade ancora soprattutto sulle donne.
Il vero cambiamento, forse, non sta nello spostarsi da un estremo all’altro, ma nel trovare un equilibrio nuovo: poter essere autonome senza essere isolate, realizzate nel lavoro senza rinunciare agli affetti. Una società più matura dovrebbe permettere di tenere insieme indipendenza e relazioni, senza imporre sacrifici obbligati.