Torino – Variante Front-Lombardore alla Strada 460: la progettazione entra nella fase decisiva. Le ultime

18/02/2026

Variante Front-Lombardore alla Strada 460: la progettazione entra nella fase decisiva.

La variante alla ex SS 460 entra finalmente nella sua fase decisiva.
Dopo oltre trent’anni di attese, rinvii e progettazioni incompiute, il Canavese si presenta compatto per chiedere un’accelerazione definitiva su un’opera considerata da sempre strategica per la mobilità, la sicurezza e lo sviluppo economico del territorio. Nella sede della Città Metropolitana di Torino la nutrita delegazione di sindaci ha incontrato il vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, portando un messaggio chiaro: il territorio è pronto, ora servono certezze dalle istituzioni.
L’iniziativa, promossa dal sindaco di Front Andrea Perino, ha visto riuniti attorno allo stesso tavolo i primi cittadini dei Comuni direttamente attraversati dal tracciato e quelli dei paesi limitrofi che da anni soffrono le conseguenze di una viabilità insufficiente.
L’iniziativa ha visto sedere allo stesso tavolo i sindaci dei Comuni direttamente interessati dal tracciato:
• Lombardore – Rocco Barbetta
• Rivarossa – Enrico Vallino
• Front – Andrea Perino
• Busano – Carlo Vassallo
• Oglianico – Domenico Rolando
• Salassa – Roberta Bianchetta
Accanto a loro, i Comuni limitrofi che da anni pagano i costi di una viabilità insufficiente:
• Rivara – Maurizio Giacoletto, già presidente ASCO
• Barbania – Giuseppe Drovetti
• Levone – Massimiliano Gagnor
• San Francesco– Enrico Demaria
• Valperga – Walter Sandretto
• Rivarolo Canavese – Martino Zucco Chinà, con il vicesindaco Marina Vittone
Una fotografia potente: l’intero quadrante del Basso Canavese ha scelto di presentarsi come un unico territorio, consapevole che l’opera rappresenta un crocevia per sviluppo industriale, logistica e qualità della vita dei cittadini.
Accanto ai rappresentanti locali erano presenti anche i consiglieri regionali, Daniele Valle e Mauro Fava, a conferma di una questione ormai divenuta sovracomunale e non più eludibile. L’immagine restituita dall’incontro è quella di un Canavese unito come mai prima, consapevole di trovarsi davanti a un passaggio decisivo.
A sostenere l’iniziativa istituzionale è arrivato anche il mondo produttivo. L’imprenditore canavesano Fabrizio Rosboch, su richiesta dei sindaci, ha raccolto l’appoggio delle principali associazioni di categoria — Confindustria Canavese, API Torino, CNA Torino e CNA Canavese — ribadendo come la 460 rappresenti un’arteria fondamentale per i distretti industriali di Busano, Rivara e Rivarolo. Qui il traffico pesante è da anni un ostacolo quotidiano alla competitività delle imprese e allo sviluppo dell’intero quadrante.
Sul fronte istituzionale, la Città Metropolitana ha ricordato il lavoro svolto negli ultimi anni per aggiornare il progetto originario del 2013, adeguandolo alle nuove normative, ai rincari dei prezzi, alle esigenze espresse dai Comuni e alle osservazioni delle aziende agricole. Gli incontri tecnici, la definizione delle compensazioni ambientali ed economiche e la revisione complessiva del tracciato sono stati gli elementi più rilevanti dei comunicati ufficiali diffusi dall’ente metropolitano. È stata confermata la natura strategica dell’opera, la disponibilità delle risorse per la realizzazione del primo lotto e la volontà di chiudere quanto prima gli adeguamenti progettuali necessari per passare alla fase successiva.
Al termine della riunione, la Città Metropolitana ha diffuso un comunicato che parla apertamente di una fase decisiva della progettazione e della volontà di accelerare sugli ultimi adeguamenti tecnici ed economici. Il ruolo dei sindaci è stato riconosciuto come centrale nel percorso di confronto con il territorio, mentre l’ente ha ribadito la propria disponibilità a coordinare le fasi di realizzazione dell’opera. Per la delegazione canavesana si tratta di un segnale importante, soprattutto dopo decenni segnati da revisioni, blocchi e silenzi istituzionali.
La variante alla ex 460 non è soltanto un’infrastruttura. È un passaggio culturale, economico e politico che potrebbe cambiare profondamente il futuro del Canavese. Significa liberare i centri abitati dal traffico pesante, migliorare la sicurezza e la qualità della vita dei cittadini, collegare in modo moderno e funzionale Torino ai distretti produttivi della zona, attrarre investimenti e ridurre costi e tempi per le aziende. Per molti, è una condizione necessaria affinché il territorio possa competere e crescere davvero.
L’incontro in Città Metropolitana rappresenta dunque un momento di svolta non solo per lo stato dell’opera, ma anche per l’immagine stessa del Canavese, capace, dopo decenni, di mostrarsi compatto, coeso e autorevole. Se le istituzioni manterranno gli impegni assunti, la variante potrà finalmente diventare ciò che avrebbe dovuto essere da tempo: la spina dorsale della viabilità del Canavese del futuro.

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