Bufera su Cazzullo, durissimo su Sal da Vinci: “Colonna sonora di un matrimonio della camorra”. E i social si scatenano. Cosa ha detto

05/03/2026

Le parole del giornalista Aldo Cazzullo hanno scatenato una forte polemica sui social dopo le sue critiche alla canzone vincitrice del Festival di Sanremo, “Per sempre sì” di Sal Da Vinci. In un articolo pubblicato sul Corriere della Sera, il giornalista non ha nascosto il suo giudizio molto severo sul brano, definendolo “la canzone più brutta della storia del Festival”.

Secondo Cazzullo, anche nelle prime edizioni della manifestazione il pezzo non avrebbe avuto successo e sarebbe stato “bocciata sonoramente”. Nel suo commento ha richiamato il confronto con “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno, nota anche come “Volare”, descritta come “una canzone popolarissima ma meravigliosa”, simbolo dell’ottimismo e dello spirito dell’Italia del boom economico.

Il giornalista ha giudicato invece “Per sempre sì” “banale e scontata”. La frase che ha provocato le reazioni più accese è stata quella in cui ha affermato che il brano “potrebbe essere la colonna sonora di un matrimonio della camorra, o a essere generosi una canzone di Checco Zalone”. Ha poi aggiunto che l’attore pugliese scrive spesso canzoni simili per ironia, per prendere in giro un certo Sud sentimentale e molto melodrammatico.

Nel suo intervento Cazzullo ha ricordato che, anche nelle passate edizioni del Festival, non sono mancate canzoni popolari o molto sentimentali, ma che di solito non arrivavano alla vittoria. Come esempio ha citato “L’italiano” di Toto Cutugno, arrivata solo quinta, sostenendo comunque che fosse superiore sia a “Italia amore mio”, cantata da Pupo insieme a Emanuele Filiberto di Savoia, sia al brano vincitore di quest’anno.

Pur precisando di non avere nulla contro il cantante, che considera simpatico, Cazzullo ha concluso con una riflessione provocatoria sull’Italia contemporanea, sostenendo che oggi sembra un Paese in cui chiunque può sentirsi in grado di fare tutto, dalla politica allo sport, fino a vincere il Festival.

Le sue parole hanno però suscitato molte critiche online. In particolare, diversi utenti hanno giudicato offensivo il riferimento al “matrimonio della camorra” e lo hanno accusato di utilizzare stereotipi sulla musica napoletana e sulla cultura partenopea. Molti hanno invece difeso la tradizione neomelodica e il successo ottenuto dalla canzone.

Per chiarire la situazione, Cazzullo è intervenuto nel programma televisivo “La volta buona“, condotto da Caterina Balivo. Durante la trasmissione ha spiegato: “Io amo Napoli”, ricordando di apprezzare profondamente la tradizione musicale partenopea e citando numerosi artisti che stima, tra cui Pino Daniele e Edoardo Bennato.

Il giornalista ha ribadito che la sua era solo una critica personale alla canzone e che la frase sul “matrimonio della camorra” era da intendere come una battuta

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