Torino – Energia, carburanti e materie prime sotto pressione: “Le micro e piccole imprese non possono continuare a pagare il prezzo delle crisi globali”

12/03/2026

Torino – Energia, carburanti e materie prime sotto pressione: “Le micro e piccole imprese non possono continuare a pagare il prezzo delle crisi globali”

L’aumento dei costi energetici e dei carburanti torna a pesare in modo significativo sulle imprese, colpendo in particolare l’autotrasporto ma, più in generale, l’intero sistema delle micro, piccole e medie imprese, già messo a dura prova da anni di emergenze internazionali, instabilità geopolitica e tensioni commerciali.
L’impennata dei prezzi del gasolio, legata al riaccendersi di nuovi focolai di crisi internazionale e ai rischi lungo le principali rotte energetiche, rischia di trasformarsi nell’ennesima stangata per il comparto dell’autotrasporto. Secondo le stime di CNA Fita, l’aumento registrato negli ultimi giorni comporta un aggravio di oltre 2.400 euro l’anno per ogni mezzo pesante che percorre circa 100 mila chilometri; in uno scenario di ulteriore tensione, il rincaro potrebbe diventare ancora più pesante, con effetti diretti sui costi di trasporto, sulla distribuzione delle merci e, a cascata, su tutta la filiera produttiva.
“Siamo di fronte a una nuova fase di forte incertezza che si innesta su un quadro già gravato da anni difficilissimi” afferma Giovanni Genovesio, presidente di CNA Piemonte. “Le nostre imprese arrivano da una lunga stagione di shock: prima la pandemia, poi la crisi delle materie prime e delle catene di approvvigionamento, quindi la guerra in Ucraina con la conseguente esplosione dei costi energetici, il protrarsi del conflitto in Medio Oriente con le ricadute su traffici e mercati internazionali, le tensioni commerciali e il ritorno di politiche protezionistiche e daziarie, compresi i nuovi annunci di dazi statunitensi verso l’Unione europea. Ora un nuovo focolaio di crisi rischia di aggravare ulteriormente una situazione che per le micro e piccole imprese è già al limite della sostenibilità”.
Per CNA Piemonte il problema non riguarda soltanto il prezzo alla pompa. L’effetto combinato di queste crisi pesa infatti su più fronti:
energia, con bollette che restano un fattore critico per la competitività;
carburanti, che incidono immediatamente sui costi del trasporto e della logistica;
materie prime, esposte a ritardi, rincari e volatilità dei mercati internazionali;
approvvigionamenti, sempre più fragili per effetto delle tensioni geopolitiche e commerciali;
programmazione degli investimenti, resa difficile da un quadro in cui le imprese non riescono ad avere certezza né sui costi né sui tempi.
“Non è più accettabile che ogni crisi internazionale si scarichi automaticamente sulle imprese più piccole, che sono anche quelle con minore capacità di assorbire nuovi aumenti” aggiunge Genovesio. “Le micro e piccole imprese non hanno margini infiniti, non possono reggere all’infinito rincari, ritardi negli approvvigionamenti, aumento del costo del denaro e incertezza normativa. Servono misure immediate per contenere l’impatto del caro carburanti, restituire alle imprese l’extragettito IVA generato dagli aumenti dei prezzi e contrastare eventuali fenomeni speculativi. A fronte di questo scenario valutare anche misure straordinarie di sostegno alla liquidità delle imprese, analoghe a quelle adottate in passato. Tra queste potrebbe essere presa in considerazione una moratoria di 12–24 mesi sui finanziamenti in essere per le micro e piccole imprese, in modo da alleggerire temporaneamente il peso delle rate e consentire alle aziende di affrontare questa nuova fase di instabilità senza compromettere la propria capacità operativa e gli investimenti programmati”.
Parallelamente, il comparto casa della CNA – costruzioni, impiantistica e serramenti – segnala forti criticità anche sul fronte degli strumenti per l’efficienza energetica. Il GSE ha infatti comunicato la sospensione temporanea dell’invio di nuove richieste per il Conto Termico 3.0, adottata in via prudenziale per consentire le verifiche sulle domande già presentate e nel rispetto dei limiti annuali di spesa previsti dal decreto del 7 agosto 2025. Il Conto Termico 3.0 dispone di una dotazione di 900 milioni di euro annui e il GSE ha precisato che il portale sarà riattivato dopo le necessarie verifiche operative.
“Il volume delle richieste dimostra in modo evidente quanto sia alta la domanda di interventi per migliorare l’efficienza energetica degli edifici e quanto imprese e cittadini credano nella transizione energetica” sottolinea Delio Zanzottera, segretario di CNA Piemonte. “Proprio per questo la sospensione del portale rischia di creare un clima di forte incertezza, bloccando decisioni, preventivi e lavori già in fase di programmazione. Quando mancano continuità e certezze sugli incentivi, a fermarsi non è solo un portale: si ferma un pezzo di economia reale”.
Per CNA Piemonte il punto è chiaro: non si può chiedere alle imprese di investire in sostenibilità, innovazione, riqualificazione energetica e adeguamento ambientale, lasciandole poi sole davanti a costi fuori controllo e strumenti intermittenti. Anche altri strumenti per la transizione, come Transizione 4.0 e 5.0, risultano sotto forte pressione o con risorse esaurite, segnale ulteriore di quanto serva una politica industriale più stabile.
CNA Piemonte chiede quindi un intervento rapido su due piani. Da un lato, misure straordinarie per fronteggiare l’impatto immediato dell’aumento di carburanti ed energia su autotrasporto, manifattura, filiere produttive e servizi. Dall’altro, una strategia più strutturale che garantisca continuità agli strumenti per la transizione energetica, certezza delle risorse, tempi rapidi di attuazione e maggiore tutela per le micro e piccole imprese.
“Dopo il Covid, la guerra in Ucraina, la crisi energetica, il protrarsi del conflitto in Medio Oriente, le tensioni commerciali internazionali e il ritorno dei dazi, siamo davanti a un ulteriore scenario di instabilità che rischia di essere devastante non solo sul piano umano, ma anche per la tenuta economica e sociale dei territori” conclude CNA Piemonte. “Le micro piccole e medie imprese non chiedono privilegi: chiedono di poter lavorare, programmare e investire in un contesto meno esposto agli shock e più attento alla realtà dell’economia diffusa”.

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