
Il 24 Giugno si raccoglie l’erba di San Giovanni – Tiene lontana la tristezza e ‘i diavoli’. Ecco l’antica tradizione
E’ un’antica tradizione popolare italiana, ancora viva in molte aree del Paese. La notte del 24 Giugno, si raccoglie l’iperico, conosciuto anche come “Erba di San Giovanni”, una pianta legata a credenze antiche secondo cui sarebbe in grado di allontanare malinconia e presenze negative.
Questo rituale affonda le sue radici nel periodo del solstizio d’estate, quando la pianta raggiunge il massimo della fioritura e diventa facilmente riconoscibile nei campi grazie ai suoi fiori giallo intenso.
La particolarità dell’iperico, scientificamente Hypericum perforatum, è il liquido rossastro che fuoriesce quando i petali vengono schiacciati o messi in infusione. Questa sostanza, ricca di ipericina, ha alimentato nel tempo leggende popolari che la collegavano al sangue di San Giovanni Battista, rafforzando il carattere simbolico e quasi “magico” della pianta.
In realtà, oltre al folklore, l’iperico è una pianta officinale utilizzata da secoli nella fitoterapia per le sue proprietà benefiche.
Cresce spontaneamente in molte zone d’Italia, soprattutto in terreni aridi e soleggiati, ed è impiegata sia per uso esterno sia interno. L’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) ne riconosce l’utilizzo, sotto controllo medico, nel trattamento di disturbi depressivi lievi o moderati e in alcune applicazioni dermatologiche.
I principi attivi principali sono l’ipericina e l’iperforina, sostanze studiate per il loro effetto sull’umore e sul sistema nervoso. L’azione dell’iperico sembra influire sui neurotrasmettitori come serotonina, dopamina e noradrenalina, contribuendo a migliorarne la disponibilità nel cervello. Per questo viene talvolta definito un “antidepressivo naturale”, anche se il suo meccanismo non è ancora completamente chiarito.
Nonostante la sua fama di rimedio naturale, l’iperico non è privo di rischi. Può infatti causare fotosensibilizzazione, rendendo la pelle più vulnerabile al sole, e interferire con numerosi farmaci, riducendone l’efficacia. Tra le interazioni più note vi sono quelle con contraccettivi orali, antivirali e immunosoppressori.
E anche se la tradizione lo considera una pianta protettiva e simbolica, l’uso dell’iperico deve essere sempre valutato con attenzione e mai improvvisato.