
Torino- Tremendo bilancio degli scontri No Tav : 80 agenti feriti, 50 fra i manifestanti. Guerriglia con razzi, bombe carta e pietre
La manifestazione No Tav in Val di Susa si è presto trasformata in una giornata di guerriglia, culminata in violenti scontri tra i gruppi più radicali del movimento e le forze dell’ordine impegnate nella difesa dei cantieri della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione.
Il bilancio finale è molto pesante: circa 80 agenti e una cinquantina di manifestanti sono rimasti feriti. Gli episodi più gravi si sono verificati nelle aree di Chiomonte e San Didero, dove centinaia di attivisti hanno lanciato pietre, bombe carta, razzi artigianali e fuochi d’artificio contro polizia, carabinieri e guardia di finanza. Gli operatori hanno risposto con lacrimogeni e idranti dopo oltre un’ora di scontri.
L’attacco più violento è avvenuto a Chiomonte, in Val Clarea. Oltre cinquecento persone incappucciate, vestite di nero e dotate di caschi e maschere antigas, hanno raggiunto il cantiere attraversando i boschi, cercando di eludere il controllo dei droni coprendosi con ombrelli. Durante l’assalto sono stati incendiati quattro veicoli di servizio, due dei carabinieri e due della guardia di finanza, mentre contro gli agenti sono stati scagliati sassi, ordigni artigianali e razzi. Terminata l’azione, gli assalitori si sono ritirati nella vegetazione circostante. Per garantire la sicurezza era stato predisposto un imponente dispositivo composto da oltre 530 poliziotti, affiancati da carabinieri, finanzieri e altri reparti già presenti sul territorio.
La manifestazione “Marcia verso i cantieri della devastazione”, era partita da Venaus e, secondo gli stessi promotori, aveva coinvolto circa 20 mila persone. Nel corso del corteo alcuni gruppi si sono separati dirigendosi verso i diversi cantieri, mentre circa 350 manifestanti hanno occupato i binari ferroviari a Bruzolo, causando la sospensione della circolazione. Per ragioni di sicurezza è stata inoltre chiusa l’autostrada A32 Torino-Bardonecchia nel tratto compreso tra Oulx e Susa Est.
Nei giorni precedenti erano stati rafforzati i controlli: le forze dell’ordine avevano sequestrato fionde, razzi, petardi e altro materiale potenzialmente offensivo alla stazione di Bardonecchia. Alcuni cittadini francesi erano stati allontanati dal territorio italiano per motivi di ordine pubblico, mentre il prefetto e il questore di Torino avevano disposto limitazioni, divieti e diversi provvedimenti amministrativi.
Sul piano politico sono arrivate immediate condanne. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato che «chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le Forze dell’Ordine non sta difendendo un’idea, sta attaccando lo Stato», ribadendo inoltre che «la violenza non piegherà lo Stato». Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha definito quanto accaduto un «assalto organizzato» e un «grave attacco alle istituzioni», parlando di «delinquenza». Anche il vicepremier Antonio Tajani ha giudicato «vergognosa e inaccettabile» la guerriglia, accusando la sinistra di un «assordante silenzio». Sulla stessa linea Matteo Salvini, che ha parlato di «frutti avvelenati di una sinistra che da troppo tempo alimenta odio e delegittimazione contro le Forze dell’Ordine», esprimendo solidarietà agli agenti coinvolti negli scontri.