
Torino tra corsa al ‘riarmo’ e crisi dell’auto – Leonardo punta sul futuro mentre Stellantis arretra: ecco la trasformazione industriale della città
Torino sta vivendo una profonda trasformazione industriale: da un lato il declino dell’automotive, dall’altro la crescita del settore aerospaziale e della difesa. La distanza tra l’ex stabilimento Fiat di Mirafiori e il polo Leonardo di corso Francia rappresenta simbolicamente il passaggio da un’epoca dominata dall’automobile a una nuova fase legata alle tecnologie militari e avanzate.
La crisi dell’auto ha avuto conseguenze pesanti sull’occupazione. Dai circa 60 mila lavoratori Fiat degli anni Settanta oggi a Torino ne restano poco più di 12 mila nel comparto. Dopo la nascita di Stellantis sono usciti migliaia di dipendenti e anche l’indotto ha subito un forte ridimensionamento. A complicare il quadro c’è la vendita di Iveco Group a Tata Motors, che coinvolge oltre seimila lavoratori e lascia incertezza sul futuro.
In questo scenario Leonardo rappresenta uno dei pochi poli in espansione. L’azienda conta migliaia di dipendenti tra Torino, Caselle e il territorio piemontese e ha annunciato nuove assunzioni, soprattutto per giovani laureati in discipline scientifiche e tecniche. Il gruppo collabora inoltre con università, istituti di formazione e centri di ricerca, rafforzando il legame tra industria e mondo accademico.
Il Piemonte è diventato un centro importante per la produzione aeronautica e militare: a Caselle vengono sviluppati e prodotti sistemi per velivoli come Eurofighter e altri mezzi specializzati, mentre nello stabilimento di Cameri, nel Novarese, vengono assemblati gli F-35 destinati ai programmi internazionali.
Secondo i sindacati, però, il settore della difesa non può essere considerato una soluzione sufficiente alla crisi occupazionale lasciata dall’automobile. La crescita dell’aerospazio, sostengono, riguarda un numero di lavoratori molto più limitato rispetto alla vecchia industria automobilistica.
Il dibattito coinvolge anche aspetti etici e politici, legati al ruolo della produzione militare e ai rapporti internazionali. Intanto Torino punta sulla nascita della Città dell’Aerospazio, un progetto che unirà istituzioni, università e imprese. La sfida per il capoluogo piemontese sarà trovare un nuovo equilibrio tra innovazione, lavoro e identità industriale.