
A Torino il Po è ai minimi storici: ormai è un pantano con alghe e rifiuti. E l’emergenza idrica può ancora peggiorare: la situazione
A Torino il Po è ormai ridotto ai minimi, con ampi tratti del letto trasformati in una distesa di acqua bassa, alghe e rifiuti. Un’immagine che rende evidente la gravità della crisi idrica che sta colpendo il Nord Italia. Il problema, però, non riguarda soltanto il capoluogo piemontese: lungo tutto il corso del fiume le portate sono molto inferiori alla media e le previsioni meteorologiche fanno temere un ulteriore peggioramento.
Il caldo intenso delle ultime settimane, unito alla scarsità di precipitazioni, ha ridotto progressivamente le riserve. I temporali previsti nei prossimi giorni potrebbero abbassare le temperature, ma difficilmente porteranno abbastanza acqua da invertire la situazione. Servirebbero piogge diffuse e prolungate, capaci di alimentare laghi, invasi e corsi d’acqua.
I dati dell’Autorità di Bacino del Po descrivono un quadro particolarmente critico. Il Lago Maggiore è riempito appena al 5,3%, mentre Como, Iseo e Idro si attestano rispettivamente al 5,9%, 5% e 5,7%. Il Garda rappresenta l’eccezione, con riserve intorno al 50%, ma anche i suoi rilasci sono inferiori ai valori abituali.
La conseguenza più evidente è il crollo della portata del Po, arrivata in alcuni punti a circa un terzo dei livelli storici. Nel tratto finale, la scarsità d’acqua favorisce inoltre la risalita del mare: il cuneo salino è penetrato per oltre 20 chilometri nel Delta, mettendo a rischio coltivazioni e irrigazione.
La crisi coinvolge anche l’acqua destinata agli usi quotidiani. In Piemonte e Lombardia oltre cento comuni presentano criticità medio-alte e alcuni vengono riforniti con autobotti. Per questo ai sindaci è stato chiesto di limitare i consumi non essenziali, vietando o riducendo attività come il lavaggio di auto, il riempimento delle piscine e l’irrigazione nelle ore più calde.
A Torino il Po quasi prosciugato è diventato il simbolo di un’emergenza che potrebbe durare ancora a lungo: senza piogge consistenti, il rischio è che la situazione peggiori ulteriormente nelle prossime settimane.