
Torino – Zangrillo lascia la segreteria piemontese di Forza Italia dopo 9 anni: ‘FI si rinnovi. I vertici diano l’esempio”
Paolo Zangrillo ha deciso di lasciare la guida di Forza Italia in Piemonte dopo nove anni. Il ministro della Pubblica amministrazione ha annunciato che rimetterà il mandato in occasione del prossimo congresso regionale, affidando con ogni probabilità l’incarico al suo vice Roberto Rosso. La scelta viene presentata come un gesto coerente con la richiesta di rinnovamento che Zangrillo aveva rivolto da tempo al partito.
“In una fase di grandi trasformazioni, tutti dobbiamo cambiare. Non basta parlarne – spiega Zangrillo – e chi ha posizioni di leadership deve dare l’esempio”. Secondo il ministro, Forza Italia deve affrontare una fase di cambiamento dopo la scomparsa di Silvio Berlusconi e il passaggio da una leadership personale a una struttura più ampia. “La sfida da affrontare è quella del rinnovamento”, sostiene anche Licia Ronzulli, che evidenzia la necessità di una riflessione interna.
Zangrillo precisa di non appartenere ad alcuna corrente e considera importante evitare divisioni interne. “Ormai siamo un partito diviso in fazioni”, osserva invece un esponente del partito, riferendosi alle tensioni tra le diverse aree degli azzurri. Pur confermando la propria fiducia in Antonio Tajani, Zangrillo ritiene possibile discutere in futuro di nuove leadership. Orfani del Cavaliere, dice, “la figura più adatta per la transizione è Antonio, che può piacere o no, ma ha esperienza, anche internazionale”. Ma aggiunge: “Dopodiché, è legittimo porsi il tema di nuove leadership”.
Nel giorno dedicato alla nuova denominazione dell’aeroporto di Malpensa, Paolo Zangrillo ribadisce inoltre il sostegno della famiglia Berlusconi a Forza Italia, anche sul piano economico. Secondo alcune interpretazioni, l’addio alla segreteria piemontese potrebbe consentirgli di concentrarsi su altri possibili incarichi politici in futuro.
Lo stesso Zangrillo ribadisce le ragioni della sua scelta: “In una fase di grandi trasformazioni, tutti dobbiamo cambiare: chi ha posizioni di leadership deve dare l’esempio. Siamo passati dall’irripetibile presidente Berlusconi a una leadership diffusa e oggi la sfida del nostro partito è quella del rinnovamento.”
Sul Piemonte aggiunge: “In Piemonte, dopo nove anni da segretario, ho ritenuto di cedere la guida al senatore Rosso, il mio vice, di cui ho potuto testare nel tempo la capacità.” E conclude: “Io non sono di nessuna corrente: i cittadini, quando vedono lotte tra bande per il potere, se ne accorgono e ci puniscono.”