
Garlasco, parla Sempio: “Non c’è nessuno prova per mandarmi a processo”. E il generale Garofano: “Stasi sicuramente colpevole”. Le ultime
Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, torna a parlare del caso in un’intervista a Quarto Grado. Secondo Sempio, non ci sarebbero elementi sufficienti per arrivare a un processo a suo carico: “Non mi sembra ci siano argomenti tali da arrivare a un vero e proprio processo – ha dichiarato – ” Se capiterà di dover andare proprio a giudizio, cioè di affrontare un vero e proprio processo, l’affronteremo”.
Tra gli elementi esaminati dagli investigatori c’è anche un’impronta individuata sulla scena del delitto, ritenuta compatibile con il piede di Sempio e con una scarpa di taglia 42. L’indagato, però, precisa che il suo numero di calzatura non è mai cambiato: “Avevo il 44 ai tempi e ce l’ho ancora oggi”. Secondo Sempio, la sola compatibilità dell’impronta non sarebbe sufficiente a collegarlo concretamente all’omicidio: “una scarpa riconducibile a quella, magari sporca del sangue di Chiara, è un conto – ha aggiunto il 38enne -. Ma finché dici ‘è compatibile’, va bene. Non hai un elemento vero che collega quello”.
Sul caso è intervenuto anche Luciano Garofano, ex comandante del Ris di Parma all’epoca dei fatti, che ribadisce la propria convinzione sulla responsabilità di Alberto Stasi: “Non ho dubbi sulla colpevolezza di Alberto Stasi”. Garofano collega la condanna alla discrepanza tra il racconto di Stasi, che trovò il corpo di Chiara, e le tracce presenti o assenti sulla scena del crimine.
Intanto, la famiglia Poggi ha deciso di non costituirsi parte civile nell’udienza preliminare nei confronti di Sempio. I familiari, rappresentati dagli avvocati Francesco Compagna e Gianluigi Tizzoni, spiegano di non voler avanzare richieste economiche nei confronti di persone che ritengono innocenti. Saranno invece parte civile nell’eventuale procedimento di revisione della condanna di Alberto Stasi, condannato a 16 anni per l’omicidio.