
Gozzi (FederAcciai) “Abbiamo ammazzato l’industria dell’auto per inseguire l’elettrico. E tutto a vantaggio della Cina”
Gozzi: «Abbiamo buttato via la nostra leadership sui motori endotermici per inseguire l’elettrico. E tutto e solo a vantaggio della Cina»
Antonio Gozzi, presidente di Federacciai e alla guida del gruppo Duferco, critica duramente le scelte dell’Unione europea sulla transizione ecologica, ritenendole responsabili del progressivo indebolimento dell’industria automobilistica e manifatturiera del continente.
Secondo l’imprenditore, l’Europa ha sacrificato il vantaggio tecnologico conquistato nel settore dei motori tradizionali per puntare sulle auto elettriche, favorendo soprattutto i produttori cinesi. Una strategia che, a suo giudizio, sta producendo conseguenze pesanti sull’economia e sull’occupazione. A dimostrarlo sarebbero le difficoltà delle case automobilistiche tedesche, con Volkswagen che ha annunciato importanti tagli al personale e la chiusura di alcuni stabilimenti.
Per Gozzi: “la crisi dell’automotive coinvolge direttamente la siderurgia, uno dei settori maggiormente legati alla produzione di automobili”. La contrazione delle attività industriali rischia infatti di compromettere l’intera filiera dell’acciaio, già penalizzata dai costi e dalle restrizioni ambientali europee. Il timore è che, nei prossimi anni, i produttori del continente non riescano più a fornire acciaio per le carrozzerie, rendendo necessario ricorrere alle importazioni asiatiche.
Un altro problema riguarda la perdita di competenze e fornitori europei.
Le aziende occidentali, trasferendo negli anni produzioni e conoscenze in Cina, avrebbero contribuito alla crescita dei concorrenti, oggi capaci di offrire prodotti a prezzi più competitivi. L’indebolimento della componentistica locale aumenta ulteriormente la dipendenza dall’estero.
Per il presidente di federAcciao, questa situazione alimenta anche il malcontento sociale e politico nelle aree industriali maggiormente colpite dalla crisi. Per evitare un progressivo impoverimento produttivo, l’industriale chiede di rivedere le scadenze della transizione energetica, valorizzando anche motorizzazioni ibride e biocarburanti. L’obiettivo è adottare politiche più realistiche, capaci di tutelare ambiente, imprese e posti di lavoro senza compromettere il futuro industriale europeo.