
A Torino genitori e docenti fanno da scudo ai ragazzi – “La polizia ha provocato, noi ci siamo messi in mezzo”. Il caso
Durante la manifestazione studentesca del 16 ottobre a Torino, alcuni insegnanti e genitori si sono schierati fisicamente davanti ai ragazzi per evitare un contatto diretto con le forze dell’ordine e contenere i momenti di tensione.
L’episodio, avvenuto in piazza Castello e in corso Inghilterra ha attirato l’attenzione per il gesto spontaneo degli adulti, decisi a proteggere i giovani manifestanti.
Tra i docenti presenti c’era Danilo Siragusa, insegnante di sostegno del liceo classico Cavour, che ha spiegato il senso della scelta: “Quel cordone tra i ragazzi e le forze dell’ordine è stato naturale. Non li abbiamo lasciati soli”. Per lui, la presenza degli insegnanti in piazza rappresenta un modo concreto per sostenere gli studenti anche al di fuori dell’ambiente scolastico e dare loro un punto di riferimento.
Anche una trentina di professori ha formato una barriera umana, disponendosi sottobraccio quando la situazione ha iniziato a diventare critica. Una docente ha raccontato che gli agenti stavano limitando gli spostamenti dei manifestanti su più lati, alimentando l’agitazione. Gli insegnanti hanno quindi raggiunto la parte anteriore del corteo per ridurre il rischio di scontri.
La mobilitazione si inserisce in un contesto di proteste contro le condizioni degli edifici scolastici, i finanziamenti ritenuti insufficienti per l’istruzione e le scelte politiche legate al riarmo. Secondo alcuni partecipanti, l’intervento degli adulti ha contribuito ad abbassare la tensione.
Un’altra insegnante ha dichiarato: “C’è stato un momento di tensione in cui la polizia ha provocato gli studenti, mentre li stava seguendo in tenuta antisommossa. Noi ci siamo interposti tra i ragazzi e gli agenti”.