
Kimi, a 20 anni è il nuovo Re: “Per le lacrime non vedevo più la pista. Che orgoglio vincere per l’Italia!”
Kimi Antonelli entra nella storia della Formula 1 conquistando il titolo mondiale a soli vent’anni. Il giovane pilota bolognese della Mercedes diventa il più giovane campione del mondo di sempre, riportando l’Italia sul gradino più alto del motorsport dopo 73 anni dall’impresa di Alberto Ascari. Una stagione straordinaria, caratterizzata da nove successi e da una continuità di rendimento che gli ha permesso di costruire un trionfo memorabile.
Nell’intervista alla Gazzetta dello Sport, dopo la vittoria in Messico, Antonelli ha raccontato le emozioni vissute al termine della gara. «All’ultimo giro avevo proprio mollato, non vedevo la pista. Stavo piangendo di gioia e le lacrime mi impedivano di capire dove fossi». Il ventenne ha ammesso di non aver ancora realizzato completamente la portata del risultato, esprimendo gratitudine verso la squadra, i familiari e gli amici che gli sono sempre stati vicini.
Alla base del successo, secondo Kimi, c’è stato soprattutto un cambiamento di mentalità. Dopo aver sofferto nel primo anno per le troppe aspettative, questa volta ha imparato a concentrarsi sul percorso senza vivere esclusivamente in funzione dei risultati. «Sono riuscito a godermi tutto, dai risultati in pista al tempo fuori dalla macchina», ha spiegato, riconoscendo quanto questo atteggiamento lo abbia aiutato a gestire la pressione.
Tra i momenti più significativi della stagione ha indicato la prima vittoria in Cina e quella ottenuta a Monza. Nel Gran Premio d’Italia, partito dalle ultime posizioni, è riuscito a rimontare fino al successo. «Sentire l’Inno di Mameli sul podio e sapere di vincere per il mio Paese resta l’orgoglio più grande». Indossare il tricolore dopo il Mondiale ha rappresentato un’emozione speciale: «Continuerò a spingere per portare tutta l’Italia in alto».
Un pensiero riconoscente è andato al padre Marco, definito una roccia e la persona che gli ha trasmesso l’amore per le corse. Kimi ha ricordato anche il sostegno della madre e di tutta la famiglia, fondamentali nel suo percorso dai kart alla Formula 1. Importante anche il rapporto con Toto Wolff, che ha creduto nelle sue capacità fin da quando era soltanto un bambino.
Particolarmente emozionante è stato ricevere i complimenti e l’abbraccio di Hamilton e Verstappen, due campioni che ha sempre ammirato. Proprio con Max vorrebbe confrontarsi per il titolo nel 2027, consapevole che sarebbe una sfida molto impegnativa.
Antonelli ha assicurato che il successo non cambierà la sua personalità: continuerà a essere spontaneo, amante degli scherzi e degli abbracci nel box Mercedes. «Io so chi sono, chi voglio essere e che cosa mi fa stare bene». Per il giovane campione questo Mondiale non è un punto d’arrivo, ma la base da cui ripartire per continuare a vincere.