BCE: fiducia in inflazione al 2% nel 2025. “Ma mostrerà una certa volatilità nel finale del 2024”: le previsioni

25/09/2024

BCE: fiducia in inflazione al 2% nel 2025. “Ma mostrerà una certa volatilità nel finale del 2024”.

La Banca Centrale Europea (BCE) prevede che l’inflazione continuerà a moderarsi, avvicinandosi al target entro il 2025, ma nel 2024 potrebbe esserci ancora volatilità a causa di fattori come l’aumento dei prezzi delle materie prime energetiche.

A medio termine, si attende una stabilizzazione dei costi energetici su livelli contenuti. Allo stesso tempo, l’inflazione nel settore alimentare è già diminuita, grazie al calo dei prezzi delle materie prime.

Nel suo Bollettino economico, la BCE prevede un rallentamento della crescita dei salari nominali, legato alla riduzione delle pressioni inflazionistiche e alla stabilizzazione del mercato del lavoro.

La ripresa della produttività, inoltre, dovrebbe contribuire a limitare l’aumento dei costi del lavoro, mentre i profitti delle imprese dovrebbero diminuire, riducendo ulteriormente la trasmissione di questi costi ai prezzi, soprattutto nel 2024.

“Nelle previsioni, aggiornate a inizio mese dai tecnici dell’istituzione – è la nota della Bce – “un elemento centrale è l’aspettativa di un graduale calo della crescita dei salari nominali, da livelli iniziali ancora elevati, al venir meno degli effetti al rialzo delle pressioni indotte dalla compensazione dell’inflazione in un mercato del lavoro caratterizzato da condizioni tese. L’attesa ripresa della crescita della produttività – si legge – dovrebbe sostenere la moderazione delle pressioni dal lato del costo del lavoro”. E “la dinamica dei profitti dovrebbe indebolirsi e attenuare in parte la trasmissione del costo del lavoro ai prezzi, specialmente nel 2024″.

L’inflazione potrebbe collocarsi su livelli più elevati di quanto anticipato se i salari o i profitti aumentassero più delle attese. Rischi al rialzo provengono altresì dalle accresciute tensioni geopolitiche, che potrebbero determinare un rialzo dei costi di energia e trasporto. Al contrario – aggiunge la Bce – l’inflazione potrebbe sorprendere al ribasso se la politica monetaria frenasse la domanda più di quanto atteso o nel caso di un deterioramento inaspettato del contesto economico”.

 

 

 

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