Boom delle due ruote – Domanda in crescita, alle stelle i prezzi delle biciclette

04/04/2021

Il 2020 ha registrato un vero e proprio boom delle biciclette: oltre due milioni i mezzi acquistati con incremento del 14% per le bici elettriche rispetto all’anno precedente e addirittura del 44% per le ebike).

Il bonus bici ha giocato un ruolo fondamentale.

Grava però sul comparto, l’aumento dei prezzi a causa della crescita  delle quotazioni delle materie prime, basti pensare che alcuni materiali come metalli e plastiche, sono cresciuti fino al 60%.

Crescono inoltre i costi di trasporto, specialmente dall’Estremo Oriente e i protocolli anti-Covid negli stabilimenti di produzione, fra igienizzazioni e tamponi rapidi ha incrementato i costi aziendali. Gli extra costi, insomma, si riversano lungo tutta la filiera dell’industria bici,  fino ad arrivare al cliente.

Uno studio sul caso è stato fatto dal Sole 24 Ore 

“La realtà dei fatti è che quasi tutti i brand che non hanno già aumentato i prezzi, quasi sicuramente lo faranno a breve – si legge sul quotidiano di economia e finanza. ” Il primo è stato il marchio Orbea che in un comunicato diffuso un mese fa ha puntato il dito sull’incremento dei costi logistici da parte dei fornitori, che in alcuni casi hanno moltiplicato per otto il prezzo precedente. Questo, insieme ad un aumento dei prezzi in origine, all’esaurimento dello stock e all’interruzione della catena di fornitura, ha portato il marchio spagnolo produttore di bici di alta gamma alla decisione di incrementare i prezzi di listino da febbraio.

Una situazione difficile da digerire per gli appassionati, visto che i prezzi delle bici erano già alti prima della pandemia. Senza considerare che la difficoltà con cui si trovano bici sul mercato ha fatto lievitare anche i prezzi dell’usato”.

 

Fine della delocalizzazione

“Sono molte le aziende che hanno deciso di rilocalizzare la produzione in Italia – scrive Marco Trabucchi sul Sole 24 Ore – ” Tra queste c’è Vittoria, l’azienda bergamasca specializzata nella produzione dei pneumatici per bici. Bianchi, storico produttore delle bici celesti, ha di recente comunicato di aver intrapreso un investimento di oltre 30 milioni di euro con l’obiettivo di arrivare a un impianto di produzione di 1.500 biciclette al giorno e di consolidare la sede italiana, attualmente a Treviglio, come un fulcro produttivo anche di parti in carbonio, ruote e manubri, riportando in Italia anche questa produzione molto specializzata.

Riportare in Italia la produzione di telai e componenti oltre che una necessità per scongiurare i problemi di approvvigionamento, potrebbe essere una risorsa, come auspicato da Ancma: «Quanto sta succedendo apre a nuove sfide e a prospettive di sviluppo della produzione di componentistica direttamente sul suolo nazionale, dove si concentrano know-how e capacità produttive».

Ma è una prospettiva che necessita di un sostegno sussidiario da parte del Governo «con un intervento deciso sul costo del lavoro e con un supporto agli investimenti di un settore che è in fase di ulteriore crescita e che può creare ancora occupazione e valore per il Sistema Paese».

“Oltre a Bianchi – conclude Il Sole 24 Ore – “sono tante le eccellenze del “made in Italy” che beneficerebbero di un ricollocamento della filiera produttiva in Italia. Difficilmente i prezzi si abbasseranno, ma almeno si potrebbe riportare in Italia il grosso di una produzione che fino a trent’anni fa era interamente localizzata.

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