Contanti e negozi – Cosa cambia, fra ‘obbligo’ carta di credito e bonus scontrini

25/09/2019

Le parole di Giuseppe Conte da New York anticipano quello che potrebbe essere un cambio di scenario piuttosto radicale per le abitudini di consumo degli italiani:

“Il problema centrale di tutto il nostro sistema economico è l’evasione” – ha evidenziato il premier, a margine dell’assemblea Onu.

“Se noi non riusciamo a ridurre l’evasione la crescita resterà soffocata, ci faremo latori di un intervento radicale nella manovra di Bilancio, è chiaro che dobbiamo pensare a diversi meccanismi di incentivazione della moneta elettronica, degli scontrini, dei pagamenti digitali e anche al carcere per i grandi evasori. Dobbiamo fare un patto con i cittadini italiani, pagare tutti per pagare meno, in questo momento stiamo studiando tutti i meccanismi che sono incentivanti della moneta elettronica. Bisogna intervenire radicalmente come mai è stato fatto in questa direzione».

Uno degli strumenti possibili e praticabili sono i meccanismi premiali per chi usa oltre un certo livello di spesa la carta di credito. Su questo Conte ha spiegato “Esiste un tavolo di studio al momento e alla fine fra qualche settimana dovremo scegliere le misure più adatte. Credo che adotteremo delle misure che cambieranno gli stili di vita degli italiani, in un modo che non ha mai avuto precedenti”.

Bonus in arrivo anche per i negozianti che non ‘dimenticheranno’ di fare gli scontrini.

“Se riterremo una misura del genere sostenibile — nell’interesse di tutti, perché paghiamo tutti tanto – ha aggiunto il premier – “dopo aver fatto tutte le simulazioni, io chiedo un patto a tutti i cittadini onesti. Chiedo di accettare quella che potrà sembrare una misura nuova, che potrà sembrare qualcosa di innovativo. Chiedo di accettare questa sorpresa, perché il patto sarà che poi pagheremo tutti di meno».

Infine, per quanto riguarda la prossima manovra di Bilancio, Conte ha aggiunto:
«L’Italia vuole rispettare le regole. Ma questo è un momento in cui c’è la consapevolezza che occorre abbandonare le politiche di austerità. Sfrutteremo le pieghe normative per una politica di crescita. Noi siamo – ha concluso il presidente del consiglio – per una politica espansiva in materia economico-sociale, oggi c’è una diversa sensibilità in Europa, c’è la consapevolezza di tutti nell’Unione europea che la politica di austerity non è adatta a reggere questa congiuntura, siamo di fronte a una fase di contrazione. È il momento in cui dobbiamo intelligentemente impostare una manovra nel rispetto delle regole, ma che sfrutti tutte le pieghe normative per sostenere la crescita.

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