Da Torino la storia dell’infermiera che commuove: “Al telefono l’ultimo ‘ti voglio bene’ alla mamma”

25/03/2020

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La donna lavora all'ospedale Martini di Torino

Il racconto è stato fatto da un’operatrice sanitaria che ogni giorno presta il proprio servizio all’ospedale Martini di Torino. L’infermiera ha descritto quella che è una realtà quotidiana, in questi tempi di grande emergenza sanitaria in Italia e non solo.

“Non auguro a nessuno di vedere ciò che sto vedendo in ospedale nelle ultime settimane” – racconta Noemi, infermiera della Terapia intensiva dell’ospedale Martini di Torino, che ha assistito in questi giorni ad un’altra video telefonata, “probabilmente l’ultima”, tra una figlia e la mamma, ricoverata presso la struttura sanitaria torinese. “Brividi e lacrime di unica emozione!!”.

Le sue parole, commosse, sono affidate ad un lungo post su facebook:

“Da una parte – spiega l’infermiera – “avevamo quella mamma accerchiata da operatori sanitari completamente bardati fino a non poterne scorgere neanche il viso, un monitor che suona di continuo, un casco in testa che non permette di parlare, un respiro difficile e affannoso, la stanchezza dovuta alla malattia…”. Dall’altra “parole dolci e tristi, leggere e pesanti allo stesso tempo: ‘sei sempre stata una guerriera mamma, non mollare mai, siamo tutti con te!'”.
“Non importa chi venga colpito e a quale età – prosegue il racconto di Noemi – “questo virus molto velocemente separa legami fino a spegnerli anche definitivamente. Se solo fosse possibile far provare a tutti quell’emozione, sarebbero in molti a dire quel ‘ti voglio bene’ in più…Sarebbero in molti ad essere più comprensivi col prossimo, non solo con noi infermieri, tanto immeritatamente bistrattati in giorni di pace quanto troppo osannati in giorni di guerra, ma con tutti quanti, dall’impiegato delle poste alla vicina rompiscatole… E sono sicura che sarebbero in molti a cominciare a fare la cosa giusta… E non perché glielo impone un decreto. Sembra una sottile differenza, ma vi assicuro che non lo è”.

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