Deliveroo commissariata – “Rider con redditi sotto soglia di povertà”. Il pm attacca: “Sfrutta i i rider con l’algoritmo”

25/02/2026

Nuovo capitolo della vicenda dei rider in Italia: dopo Foodinho-Glovo, anche Deliveroo Italia finisce sotto il controllo della magistratura. Il provvedimento riguarda circa 20.000 rider, di cui 3.000 a Milano.

La Procura di Milano contesta all’azienda di corrispondere compensi insufficienti, inferiori alla soglia di povertà, in violazione dell’articolo 36 della Costituzione e delle regole della contrattazione collettiva. Per i magistrati, la situazione costituisce “uno sfruttamento ai danni di un numero rilevante di lavoratori”, con retribuzioni medie intorno ai 4 euro l’ora.

Secondo gli inquirenti, l’algoritmo non è un semplice strumento digitale ma agisce come vero datore di lavoro. La piattaforma guida, traccia e valuta in tempo reale ogni fase della prestazione, geolocalizza i rider, misura disponibilità e performance, e collega questi indicatori alla retribuzione. Così il rider non gestisce in autonomia il proprio lavoro, soprattutto durante le consegne, che seguono percorsi e modalità standardizzate, influenzando la continuità dei guadagni tramite metriche reputazionali.

“L’indagine salda, sullo studio della piattaforma, le testimonianze a campione di una quarantina di riders, che, nonostante affermino di lavorare un numero di ore molto superiore al normale orario settimanale, percepiscono un reddito netto annuo sotto soglia di povertà parametrata su indicatori come il reddito di cittadinanza, la cassa integrazione, la nuova assicurazione sociale per l’impiego, e l’indice di povertà Istat – scrive il Corriere della sera, che aggiunge: “In particolare, assumendo quale base di calcolo il fatturato attribuibile a Deliveroo nel 2025, per il pm «risultano sotto soglia 30 rider su 40 (80%), con uno scostamento medio rispetto alla soglia di povertà di 7.600 euro annui, e punte di 15.300 euro annui». Se poi il raffronto viene fatto con i livelli retributivi previsti dal contratto collettivo di riferimento (Ccnl Logistica, Trasporto Merci e Spedizione), lo scostamento tra quanto effettivamente percepito e i redditi netti minimi determinati dal Ccnl riguarda «35 lavoratori su 37, il 94 per cento». Bonificare gli indici di caporalato Il controllo giudiziario, cioè la nomina di un amministratore giudiziario che non sostituisce ma affianca i vertici dell’azienda, è disposto quando c’è da interrompere una situazione di ritenuta illegalità ma l’interruzione dell’attività imprenditoriale potrebbe comportare ripercussioni negative sui livelli occupazionali o sul valore del gruppo. Il provvedimento d’urgenza del pm, che dovrà essere successivamente convalidato dal gip, nomina dunque l’amministratore giudiziario Massimiliano Poppi per bonificare gli indici del reato di caporalato per il quale sono indagati Deliveroo come società e l’amministratore Andrea Giuseppe Zocchi come persona fisica, «regolarizzare i lavoratori, e adottare assetti organizzativi (anche in difformità da quelli proposti dall’impresa) idonei a evitare il ripetersi di fenomeni di sfruttamento e di retribuzioni sotto soglia di povertà”.

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