
Famiglie italiane: nel 2005 erano le più ricche al mondo – Poi un netto calo, scende il potere d’acquisto. I dati
Nel 2005 i nuclei familiari italiani figuravano tra i più benestanti al mondo. Nel confronto internazionale, soltanto gli Stati Uniti facevano meglio: la ricchezza netta pro capite americana toccava i 187 mila euro, contro i 145 mila dell’Italia. Un divario contenuto che collocava il nostro Paese ai vertici globali.
A distanza di quasi vent’anni lo scenario è cambiato.
Nel 2023, ultimo anno con dati omogenei tra le principali economie, l’Italia risultava davanti soltanto a Regno Unito (182 mila euro pro capite) e Spagna (171 mila). Un arretramento significativo rispetto alla posizione di inizio anni Duemila.
Nel 2024 la ricchezza netta media per abitante nel nostro Paese ha raggiunto quota 199 mila euro. Tuttavia, quasi la metà di questo patrimonio – il 44,3% – è concentrata negli immobili. La forte incidenza delle abitazioni evidenzia quanto il “mattone” continui a rappresentare la principale forma di accumulo per le famiglie italiane, a scapito di investimenti finanziari più diversificati.
Inoltre, l’incremento registrato rispetto al 2023, pari al +2,8% in termini nominali, perde slancio se si considera l’effetto dell’inflazione. Depurando i dati dall’aumento dei prezzi, la ricchezza reale risulta ancora inferiore di circa il 5% rispetto ai livelli del 2021: il potere d’acquisto del patrimonio delle famiglie non ha ancora colmato il divario creatosi negli ultimi anni.