
Garlasco, Sempio verso il processo- La risposta della Difesa: “Nessun elemento nuovo”. Cosa succede ora
La Procura di Pavia ha nuovamente concluso le indagini nei confronti di Andrea Sempio, 38 anni, nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel 2007. La chiusura dell’indagine rappresenta un passaggio che potrebbe precedere una richiesta di rinvio a giudizio per omicidio aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti.
Secondo gli inquirenti, le nuove consulenze hanno fornito elementi ritenuti utili a sostenere l’accusa. Tra questi c’è l’analisi di una traccia di impronta attribuita a una scarpa, che sarebbe compatibile con il piede di Sempio, oltre alla conferma dell’attribuzione al 38enne della cosiddetta traccia palmare 33. Gli accertamenti medico-legali hanno inoltre ipotizzato che Chiara possa essere rimasta in vita per un periodo compreso almeno tra 15 e 30 minuti dopo alcune lesioni, senza escludere una sopravvivenza fino a un’ora.
Un altro punto riguarda il materiale genetico trovato sui pedali della bicicletta. Secondo la Procura, nei dati relativi alle analisi del 2007 sono state individuate due contro-analisi che avevano dato risultato negativo. Gli investigatori ritengono che questo elemento possa avere conseguenze anche sulla posizione di Alberto Stasi, condannato definitivamente per l’omicidio.
La difesa di Sempio, però, contesta che siano emersi elementi realmente nuovi. L’avvocato Liborio Cataliotti ha dichiarato: “L’avviso di fine indagini non contiene alcuna novità, essendo perfettamente sovrapponibile a quello precedente”. Secondo il legale, le principali novità riguarderebbero soprattutto possibili elementi a favore di Stasi, mentre il confronto tra le consulenze dell’accusa e quelle della difesa resta aperto.
Ora Sempio avrà la possibilità di presentare ulteriori memorie e osservazioni difensive. Terminata questa fase, la Procura dovrà decidere se chiedere il rinvio a giudizio: in quel caso sarà un giudice a stabilire se esistono i presupposti per mandarlo a processo.
Parallelamente, la difesa di Stasi potrebbe utilizzare i nuovi elementi per chiedere la revisione della condanna definitiva, ma serviranno elementi di novità ritenuti idonei a mettere in discussione il precedente verdetto.