Il caso – Multata a raffica da Gtt “Mi hanno rubato il nome per viaggiare gratis”

25/09/2018

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La ragazza è finita in tribunale con accuse a suo carico

Il caso messo in luce da una giovane studentessa di Savigliano ha fatto emergere un fenomeno piuttosto comune a Torino. Su alcune linee la presenza di “portoghesi”, persone che non pagano il biglietto e molto alta. Gli evasori sono così numerosi che un consigliere molto conosciuto in periferia ha parlato della necessità dell’intervento di agenti della polizia municipale ad affiancare i controllori per combattere portoghesi, scippi e nei casi peggiori anche aggressioni ai danni dei controllori.

Ma il caso della ragazza, la cui identità è stata ‘rubata’ e alla quale sono arrivate decine di multe da pagare ha fatto emergere una situazione in cui, secondo i dati Gtt, oltre una persona su 3 trovata priva di documenti sul mezzo per scampare alla multa dichiara false generalità, ma appartenenti a persone reali.

Così Elisabetta Alessio, 26 anni, studentessa di giurisprudenza di Savigliano, presa di mira da qualche suo conoscente è finita in tribunale con  accuse anche pesanti a suo carico, come “interruzione di pubblico servizio”, quando durante un viaggio in treno da Milano una ragazza trovato senza titolo di viaggio ha dato il suo nome, cognome, indirizzo e data di nascita.
La vittima è riuscita a dimostrare con un avvocato che non era su quel treno e ha denunciato la ragazza per furto di identità. Ma questo è stato il caso peggiore: Elisabetta Alessio aveva già ricevuto oltre dieci multe emesse dall’ufficio verbali di Gtt.

La ragazza ha raccontato la sua storia a Repubblica:

“Il primo verbale mi ha intimato di pagare 200 euro, compresa la mora per il ritardo nel saldare la somma”. Ma io nel giorno indicato sul verbale non ero nemmeno in Piemonte ma alle Cinque Terre per studiare. Fortunatamente sono riuscito a dimostrarlo e fare ricorso”.
Morale: dopo questa dozzina di casi in cui la giovane è rimasta vittima dei suoi conoscenti ora ha preso l’abitudine a tenere traccia di tutti i suoi spostamenti per poter sempre dimostrare dove si trova nell’ipotesi che qualcun’altra si spacci per lei su un mezzo pubblico.

Una strategia dei portoghesi abbastanza diffusa. Secondo Gtt, lo scorso anno: il 34,4 per cento di chi viene fermato senza biglietto dichiara infatti di non avere il documento di identità e dà le proprie generalità sulla fiducia, segnate poi dal controllore.

E la multa viene recapitata a chi non c’entra niente.

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