Inflazione – Se continua a questo ritmo sparirà il 15% dei vostri risparmi in un anno

10/06/2022

Inflazione – Se continua a questo ritmo sparirà il 15% dei vostri risparmi in un anno

I dati rivelano che nel mese di Maggio  la crescita su base annua dell’indice dei prezzi al consumo si è attestato al 6,9% (la media UE è  pari all’8,1%).

Se l’inflazione resterà su questi alti livelli sarà impedita una rapida discesa del tasso di crescita dei prezzi.

Una situazione che può portare diversi problemi, illustrato dal sito specializzato Milano Finanza: “La BCE, in particolare, si trova di fronte a un dilemma non invidiabile: inasprire la politica monetaria per combattere l’inflazione, o mantenerla espansiva per sostenere un’economia in evidente fase di indebolimento ed esposta agli impatti e ai rischi della guerra in corso? Non tutta l’economia europea è in difficoltà, è vero: i servizi beneficiano della riapertura di hotel e ristoranti ed il mercato del lavoro resta forte. Ma il settore manifatturiero subisce il triplo impatto di interruzioni dell’approvvigionamento di materiali, prezzi elevati dell’energia e budget dei consumatori erosi dall’aumento dei prezzi.

I mercati finanziari sembrano attendersi che Fed e Bce seguiranno il copione degli ultimi decenni e che quindi o non aumenteranno i tassi in misura pari a quanto dichiarato o comunque saranno pronte a riabbassarli rapidamente e con decisione non appena i segnali recessivi saranno evidenti. Se ciò ha potuto funzionare nel passato, quando l’inflazione era molto bassa e le aspettative pure, oggi potrebbe tuttavia rivelarsi estremamente pericoloso ed esasperare la portata correttiva necessaria qualora ne venisse minata la credibilità, così come accaduto negli anni ‘70”.

 

La politica monetaria potrebbe risultare  non espansiva soltanto nel caso in cui l’inflazione rientrasse in breve tempo intorno al 2%.

“Se invece rimanesse a lungo al di sopra del 2% – conclude Milano Finanza, nella sua analisi: ” anche i proclamati rialzi potrebbero non bastare. Qualche settimana fa, il settimanale The Economist titolò l’edizione con la copertina “The Fed that failed” (titolo che poteva essere facilmente estendibile alle altre banche centrali) in quanto, nonostante un anno fa fosse evidente che la miscela di politiche monetarie ultra accomodanti e di politiche fiscali espansive come mai negli ultimi 70 anni fosse esplosiva ed attendesse solo una miccia per attivarsi, le banche centrali, gli economisti e illustri commentatori avevano sottovalutato a lungo il rischio, valorizzando troppo il concetto di “ancoraggio delle aspettative” che, secondo le evidenze allora disponibili, confermava il livello del 2% come livello atteso, nonostante i primi rialzi dei prezzi. Quell’errore, recentemente riconosciuto anche dal Segretario al Tesoro USA, pone adesso le banche centrali in una situazione ancora più difficile, in quanto una erronea conduzione delle politiche monetarie in questa fase rischia di costare molto più caro di quanto non lo sarebbe stato un anno fa”.

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