
La Russia ha emesso un mandato di cattura per il capo di Telegram Pavel Durov: “E’ complice del terrorismo”
Le autorità russe hanno emesso un mandato di cattura internazionale nei confronti di Pavel Durov, fondatore e amministratore delegato di Telegram. L’annuncio è arrivato dai servizi di sicurezza russi (Fsb), che contestano all’imprenditore il reato di “complicità nel terrorismo”. Secondo quanto riferito dagli investigatori, Durov, cittadino con passaporti russo, francese, emiratino e di Saint Kitts e Nevis, si troverebbe attualmente in Francia.
L’accusa riguarda la presunta “facilitazione di attività terroristiche”, poiché, secondo l’Fsb, Telegram non avrebbe rimosso canali e bot utilizzati da servizi segreti ucraini e da gruppi ritenuti estremisti per organizzare e coordinare azioni di sabotaggio e attentati sul territorio russo. Tra gli elementi citati dagli inquirenti figura anche il servizio di incontri Leonardo Dayvinchik, che sarebbe stato impiegato da agenti ucraini per entrare in contatto con giovani cittadini russi, convincendoli a partecipare ad attività illegali. Dall’estate del 2025, le autorità affermano di aver arrestato 46 persone, tra i 12 e i 22 anni, in diverse regioni del Paese nell’ambito di questa indagine.
Per Durov non si tratta del primo procedimento giudiziario. Nell’agosto 2024 era stato fermato in Francia con accuse legate alla presenza sulla piattaforma di contenuti illeciti pubblicati dagli utenti. Dopo alcuni giorni di detenzione, nel marzo 2025 aveva ottenuto l’autorizzazione a lasciare il Paese, trasferendosi temporaneamente negli Emirati Arabi Uniti, dove risiede e dove ha sede la sua azienda.
Telegram è stato bloccato ufficialmente in Russia dalle autorità che regolano le telecomunicazioni, ma l’app continua a essere largamente utilizzata. Anche numerosi enti pubblici, compreso il Cremlino e diversi ministeri, la impiegano per diffondere comunicazioni ufficiali, mentre molti utenti riescono ancora ad accedere al servizio attraverso strumenti che consentono di aggirare le restrizioni imposte dal governo.