
“Le donne non sono lampadari, sono cervello e lotta” – Applausi per le parole della leader marocchina conto il Partito della Giustizia
Durante un confronto parlamentare sul programma di governo, Fatima Ezzahra El Mansouri, prima donna a guidare il governo marocchino, ha risposto con fermezza alle critiche del Partito della giustizia e dello sviluppo, formazione islamista attualmente all’opposizione. Il suo intervento, dedicato al ruolo delle donne nella società, ha raccolto numerosi applausi in aula.
La discussione è iniziata dopo le contestazioni del deputato Driss El Azami, che aveva criticato la maggioranza per la gestione di un’interruzione dei lavori parlamentari legata alla preghiera. La risposta della premier è stata immediata: “Non siete voi a decidere chi è musulmano”.
El Mansouri ha poi riportato l’attenzione su una dichiarazione del 2014 dell’ex capo del governo Abdelilah Benkirane, che aveva descritto le donne come “lampadari che illuminano la casa”. La leader marocchina ha utilizzato questo paragone per contestare una visione che, a suo giudizio, limita il ruolo femminile all’ambiente domestico, anziché riconoscere alle donne piena autonomia e partecipazione alla vita pubblica.
Nel suo discorso, ha inoltre accusato il partito islamista di sostenere l’istruzione e le ambizioni professionali delle proprie figlie, mentre sembrerebbe voler riservare alle altre donne un destino legato esclusivamente alla famiglia e alla casa. Una contraddizione che ha messo al centro del confronto il tema dell’uguaglianza e delle opportunità.
A conclusione del suo intervento, El Mansouri ha rivendicato con forza il valore dell’intelligenza, della consapevolezza e dell’impegno femminile, affermando: “Non sono un lampadario: sono un cervello, una coscienza, delle convinzioni e una lotta”.
Le sue parole, accolte dagli applausi dei presenti: il dibattito politico è diventato un’occasione per discutere della condizione delle donne in Marocco e del loro diritto a studiare, lavorare e contribuire alle decisioni pubbliche.