
Orsini(Confindustria) lancia l’allarme: “L’ETS europeo mette a rischio il futuro della ceramica italiana”
Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini ha criticato pubblicamente le regole del sistema europeo ETS, sostenendo che potrebbero compromettere la competitività della ceramica italiana.
Secondo Orsini, il settore ha investito oltre 4,5 miliardi di euro negli ultimi dieci anni per ridurre le emissioni e rendere più sostenibili i processi produttivi, ma gli obiettivi fissati dall’Unione Europea sarebbero ormai difficili da raggiungere. Il rischio, afferma, è favorire la delocalizzazione verso Paesi come India e Cina.
“Per colpa delle regole europee sull’ETS rischiamo di perdere la ceramica italiana. Sostituendola poi con quella indiana e cinese che non hanno i nostri stessi standard ambientali e sociali – attacca il presidnete di Confindustria – ” Eppure il settore ceramico italiano negli ultimi dieci anni ha investito oltre 4,5 miliardi di euro per abbattere le emissioni, affrontando la sfida ambientale con risorse proprie e innovando i propri processi produttivi. Il problema è che i benchmark fissati dall’ETS europeo sono diventati, nei fatti, irraggiungibili.
Il risultato è che le imprese vengono spinte a delocalizzare la produzione fuori dall’Europa, invece di essere incentivate a continuare a investire qui. Non lo dico io, lo vediamo già nei dati: l’anno scorso le importazioni di ceramica indiana in Europa sono aumentate del 63%, mentre gli acquisti di ceramica prodotta in Europa sono diminuiti del 20%. Nel frattempo, l’ETS raccoglie €74 miliardi, di cui €14 finiscono direttamente alla Commissione europea. Bisogna dirsi le cose come stanno: non stiamo salvando l’ambiente, stiamo spostando la produzione in Cina e in India. Distruggendo cosi un’industria italiana che nell’ambiente aveva già investito miliardi”.