
Torino – Assistenza agli anziani, Valle (Pd): “Cirio commissaria Riboldi e Marrone. Il problema del Piemonte non sono i posti Rsa, ma le cure che la Regione non finanzia”
Assistenza agli anziani, Valle (Pd): “Cirio commissaria Riboldi e Marrone. Il problema del Piemonte non sono i posti Rsa, ma le cure che la Regione non finanzia”
“Dopo aver corretto pubblicamente i numeri dell’assessore Riboldi nel corso dell’incontro all’Ires della scorsa settimana, oggi il presidente Cirio compie un passo ulteriore e si mette personalmente alla guida del dossier sulla non autosufficienza. Esattamente come ai tempi del COVID, si tratta di fatto di un commissariamento politico dei due assessori competenti. Se il presidente sente il bisogno di intervenire in prima persona, significa che anche lui si è reso conto che finora la Regione non è riuscita a dare risposte adeguate a uno dei problemi più gravi che interessano migliaia di famiglie piemontesi”.
Lo dichiara il vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale, Daniele Valle (PD).
“Prendo spunto dalle parole di mons. Vincenzo Paglia: il Piemonte non ha bisogno di realizzare nuovi posti letto nelle RSA. Il vero problema è un altro. Oggi oltre la metà dei posti accreditati esistenti non è sostenuta dall’intervento pubblico e le rette ricadono integralmente sui cittadini, anche per la quota sanitaria. Mentre la Regione discute di modelli futuri, oltre 11.000 piemontesi attendono da troppo tempo l’accesso a un diritto che dovrebbe essere garantito: le cure sanitarie. Non stiamo parlando di una prestazione facoltativa, ma dell’unico diritto definito “fondamentale” dalla Costituzione.”
“Prima di annunciare nuove strategie, la Giunta dovrebbe tornare a finanziare le quote sanitarie delle persone che hanno titolo a entrare in RSA e che oggi restano in lista d’attesa o sono costrette a pagare di tasca propria. È lì che si misura la credibilità di una politica per la non autosufficienza.”
“Condividiamo l’obiettivo di consentire alle persone anziane di rimanere il più possibile nella propria casa. Ma la domiciliarità non si realizza con gli slogan. Servono infermieri, medici, operatori sociosanitari, assistenza domiciliare integrata, servizi sociali e presa in carico continuativa. In Piemonte, invece, continuiamo a registrare carenze di personale e difficoltà nell’organizzazione dei servizi territoriali, a cominciare dalle strutture realizzare col PNRR e che per ora hanno solo portato a una ridislocazione fisica di servizi già esistenti”.
“RSA e assistenza domiciliare non sono alternative, se non per un ridotto spettro di situazioni. Forse un giorno lo saranno di più, quando il territorio sarà davvero in grado di garantire assistenza continuativa e qualificata. Oggi, invece, il rischio è che dietro il racconto della domiciliarità si nasconda semplicemente un arretramento dell’intervento pubblico e un trasferimento del peso dell’assistenza sulle famiglie, che già oggi sostengono costi economici e carichi di cura enormi.”
“Le famiglie piemontesi non hanno bisogno di nuovi annunci. Hanno bisogno che la Regione garantisca finalmente i diritti che già oggi dovrebbe assicurare.”