Picchia la madre ma torna subito libero per un ‘disguido’ – Nuovo errore della Giustizia a Torino

05/05/2019

Un nuovo caso di ‘disguido’ particolarmente rilevante della Giustizia a Torino. Un errore di comunicazione telematica che finisce per sbaglio cancellata, una mail semplicemente cestinata, ha la conseguenza che un uomo, arrestato per maltrattamenti nei confronti della madre, è stato subito scarcerato perché sono scaduti i termini per fissare l’udienza di convalida.
Il caso,  di cui parla l’edizione torinese di Repubblica, non può che suscitare nuove polemiche nei confronti della Giustizia torinese dopo il caso certamente più grave di Said Mechaquat, assassino di Stefano Leo, che doveva esser da tempo dietro le sbarre senza i ritardi e gli errori di notifica della cancelleria della Corte d’Appello.

Il fatto:
Il 29 Aprile i carabinieri arrestano Davide Sanfilippo, 50 anni, dopo essere stati allertati dai vicini dell’appartamento in cui viveva l’anziana madre, 79 anni, in Barriera di Milano.

Non era la prima volta che l’uomo si scagliava contro l’anziana, scatenando urla dall’appartamento. Dopo l’arresto con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, inizia l’abituale calcolo del tempo secondo le norme del codice di procedura penale: ossia, le forze dell’ordine hanno 24 ore per trasmettere la notizia di reato in procura.

Quindi, entro 48 ore dall’arresto, dovrà giungere al giudice per le indagini preliminari la richiesta da parte del pm di fissare l’udienza di convalida. Nelle successive 48 ore, infine, il giudice dovrà emettere la sua decisione.
Ma nell’ultimo caso non c’è stata udienza, né la possibilità per il giudice di decidere se l’arresto fosse legittimo.
Così l’uomo 3 giorni fa è stato scarcerato per perdita di efficacia dell’arresto.

Un atto inevitabile, ma avvenuto per quale motivo?
” I carabinieri – spiega il quotidiano Repubblica – “hanno effettivamente trasmesso la notizia di reato via mail alla procura, come era doveroso. Ma due sfortunate circostanze sono intervenute con il risultato che “c’è stato un problema nello scaricare la posta”, e quella mail è passata automaticamente nella posta cancellata. Non si è capito come, ma è successo. E quando qualcuno se ne è accorto, ormai era troppo tardi. La clessidra del tempo per Sanfilippo aveva fatto tutto il suo corso, non si poteva che scarcerare”.

La procura cerca di trovare spiegazioni al caso: il 29 aprile, giorno dell’arresto dell’uomo, sono finite in manette altre 26 persone, un numero rilevante che ha influito sulla vicenda: il sostituto procuratore, infatti, ha dovuto essere avvisato per ciascuno di loro.
Inoltre, spiegano dalla procura, il 29 aprile era giorno ravvicinato al festivo: per gli arrestati l’udienza di convalida andava al primo maggio, un giorno che ha una diminuzione del personale all’ufficio arrestati.

Per queste ragioni la comunicazione che riguardava l’uomo è sfuggita al controllo della procura, la mail sparita e cestinata.
L’uomo torna subito libero. Ma, aggiunge l’avvocato difensore Bucci

“Resta indagato e la procura valuterà quali iniziative assumere. Non è per altro detto che il suo arresto sarebbe stato convalidato dal giudice.” L’avvocato ha rimarcato inoltre la differenza col caso Said, dove il problema è stata la lentezza della corte d’appello.
“Nel nostro caso – ha concluso il legale – “si è trattato di una comunicazione che si è persa”.

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