Prezzo di energia elettrica e gas fuori controllo – L’allarme dell’industria “Il governo intervenga o non sappiamo se riapriremo”

29/12/2021

«I settori manifatturieri italiani si trovano a fronteggiare un drammatico aumento dei costi delle commodity energetiche, che sta mettendo a rischio la sopravvivenza di molte imprese», è l’allarme lanciato dal mondo industriale, specialmente dei settori ad alta intensità energetica, come  le industrie dell’acciaio, della carta, del cemento, della ceramica, della chimica, delle fonderie e del vetro e della calce.

Il grido d’allarme è stato lanciato dalle industrie energivore nel corso di una conferenza stampa che si è svolta presso Fonderia di Torbole, in provincia di Brescia.

La notizia è stata riportata da Il Sole 24 Ore, che spiega:  Nel bresciano “il fronte imprenditoriale è stato rappresentato da Fabio Zanardi ed Enrico Frigerio (rispettivamente presidente e vicepresidente di Assofond), Roberto Vavassori (vicepresidente di Anfia), Michele Bianchi (comitato presidenza di Assocarta) e Franco Gussalli Beretta (presidente di Confindustria Brescia), cui si sono aggiunti in collegamento Giovanni Savorani (presidente di Confindustria Ceramica), Roberto Pierucci (comitato presidenza di Assovetro) e Davide Garofalo (consigliere di Assomet). Il mondo della politica e delle istituzioni ha visto invece la presenza del leader leghista Matteo Salvini e degli assessori allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, e (in collegamento) di Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla. «Le imprese dei settori energivori hanno un ruolo chiave nel tessuto industriale italiano – sottolineano da Assofond – generano 88 miliardi l’anno di valore aggiunto, con una forte vocazione all’export che vale circa il 55% del loro fatturato, e sostengono 350.000 posti di lavoro diretti, numero che raddoppia a 700.000 persone calcolando anche l’indotto. La prospettiva per queste imprese è di non riuscire più a garantire ai clienti semilavorati e prodotti e aprire per un gran numero di lavoratori la prospettiva della cassa integrazione. Un rischio ulteriore è che rallenti e fermi l’economia circolare: molti dei settori energy intensive sono, infatti, anche riciclatori di rifiuti e di materie prime secondarie».

A Torbole Casaglia (Brescia) il segretario della Lega Matteo Salvini  ha incontrato imprenditori preoccupati dalla crisi energetica e ha dichiarato, ripreso da Il Sole 24 Ore:

«Entro la settimana arriveranno delle proposte al governo per uscire da questa emergenza nazionale. Ho condiviso con il presidente Draghi che il pericolo di un inverno al freddo e al buio possa diventare una bomba sociale. Concretezza e rapidità: totale impegno della Lega per intervenire il prima possibile per abbassare i costi e detassare le bollette. Ho sentito stamattina il ministro Cingolani, che ci sta lavorando. L’avevo sentito prima di Natale ed entro due o tre giorni arrivano delle proposte. Ho sentito Descalzi ieri, e Starace di Enel  – ha concluso Salvini – “al quale mi permetto, da liberista quale sono, di ricordare che il profitto in un momento come questo va deciso e condiviso, perché ci sono alcune fonti energetiche, penso all’idroelettrico e alle rinnovabili che stanno facendo margini extra che poi paga il manifatturiero»

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