
Stellantis, il cambio di strategia sull’elettrico costa 22 miliardi. E il titolo crolla fino a -29% a Piazza Affari
La svolta di Stellantis sulla mobilità elettrica ha avuto un impatto pesantissimo sui conti del gruppo e sui mercati finanziari. Dopo l’annuncio di una revisione profonda della strategia green, il titolo ha subito un crollo a Piazza Affari, arrivando a perdere fino al 29%. Il cambio di rotta comporterà oneri complessivi per oltre 22 miliardi di euro nel 2025 e una perdita netta stimata tra i 19 e i 21 miliardi nella seconda parte dell’anno scorso.
L’amministratore delegato Antonio Filosa ha spiegato che le difficoltà derivano da una valutazione eccessivamente ottimistica dei tempi della transizione energetica. Secondo il manager, l’azienda si sarebbe spinta troppo avanti rispetto alle reali capacità economiche e alle preferenze di molti consumatori, finendo per allontanarsi dal mercato. La nuova linea prevede quindi lo stop a diversi modelli e progetti elettrici considerati poco redditizi.
Le conseguenze finanziarie sono rilevanti: nel 2026 non sarà distribuito alcun dividendo e il gruppo emetterà obbligazioni ibride perpetue per 5 miliardi di euro, una mossa pensata per rafforzare liquidità e struttura patrimoniale. Nonostante le perdite, Stellantis chiude il 2025 con una disponibilità industriale di circa 46 miliardi, mantenendo un livello di liquidità coerente con gli obiettivi aziendali.
Filosa ha inoltre lasciato intendere una discontinuità rispetto alle scelte della precedente gestione, sottolineando che il nuovo team è impegnato a correggere gli errori del passato. I primi segnali positivi arriverebbero dall’aumento degli ordini nel 2025, con l’obiettivo di consolidare la ripresa nel 2026.
Intanto, sul fronte industriale, proseguono le difficoltà produttive: lo stabilimento di Cassino ha prolungato la chiusura per mancanza di ordini, mentre i sindacati avvertono che il prossimo anno potrebbe segnare un nuovo record negativo di giorni di fermo, con un livello produttivo ancora più basso rispetto al 2025.