
Torino – Assunzioni Stellantis: turni di notte e sabato al lavoro? I giovani dicono: “No grazie.” In molti vogliono il sabato libero. Il caso
A Torino, nello stabilimento Stellantis di Mirafiori, la campagna di nuove assunzioni procede più lentamente del previsto. L’azienda ha avviato la selezione di 440 operai per rilanciare la produzione della Fiat 500 ibrida, ma finora solo 120 posti sono stati effettivamente coperti. Il problema principale è la difficoltà nel trovare giovani sotto i 30 anni disposti ad accettare le condizioni tipiche del lavoro in fabbrica, come i turni notturni e il lavoro del sabato.
Ai cancelli di Mirafiori si presentano molti candidati, spesso diplomati e motivati, ma con richieste precise: niente notte e weekend liberi. Un atteggiamento che segna una netta distanza rispetto al passato, quando il posto in fabbrica era considerato una garanzia irrinunciabile. I sindacati spiegano che il mondo del lavoro è cambiato e che anche di fronte a stipendi considerati buoni — tra i 2.000 e i 2.600 euro lordi — molti giovani danno priorità alla qualità della vita e alla stabilità, soprattutto perché le assunzioni avvengono inizialmente tramite contratti di somministrazione a tempo determinato.
«Il mondo del lavoro è cambiato anche in fabbrica — ha dichiarato al Corriere Rocco Cutrì segretario della Fim Cisl — non stupiamoci. La crisi industriale rende forse meno sicure le posizioni di lavoro, oltretutto qui stiamo parlando di assunzioni in somministrazione e poi tanti giovani hanno altre priorità anche a fronte di stipendi buoni
La ricerca di under 30 è resa ancora più complessa dal fatto che Stellantis punta soprattutto su profili molto giovani, lasciando in secondo piano candidati più adulti. Intanto, in Piemonte cresce il divario tra domanda e offerta di manodopera: trovare operai specializzati è sempre più difficile, mentre le assunzioni complessive sono in calo. A Mirafiori, inoltre, una parte significativa della forza lavoro andrà in pensione entro pochi anni, rischiando di svuotare ulteriormente lo stabilimento.
L’azienda sta cercando di recuperare attrattività investendo nuovamente nella produzione e riorganizzando il management, ma resta l’incognita sul futuro. La nuova generazione di lavoratori che oggi si presenta ai colloqui dovrà decidere se credere ancora nel mito del posto fisso industriale o se continuare a privilegiare scelte di vita diverse da quelle della fabbrica tradizionale.