
Torino – Bilancio, scontro totale in Regione. Le opposizioni: “E’ una presa in giro”. Tronzano replica “Nessun taglio all’Industria. Su Irpef iniziamo il percorso come promesso”
La manovra di assestamento di bilancio della Regione Piemonte accende lo scontro tra maggioranza e opposizioni. Al centro del dibattito c’è la riduzione dell’Irpef promessa nei mesi scorsi, che nella versione approvata si traduce in uno sconto limitato dello 0,06% per i redditi compresi tra 15mila e 28mila euro, mentre per lo scaglione successivo non sono previste modifiche.
Per garantire l’equilibrio dei conti, inoltre, la Giunta ha rimodulato spese per circa 26 milioni di euro.
Come già avvenuto l’estate scorsa, l’esame dei principali provvedimenti arriva a ridosso della pausa estiva. Una scelta che, secondo le opposizioni, riduce gli spazi per un confronto approfondito e rende più difficile un’azione di contrasto in Consiglio regionale. Prima dell’assestamento sono infatti in calendario il voto sul rendiconto, sul bilancio del Consiglio e sul piano di rientro dal disavanzo, mentre restano aperti anche altri dossier, come il piano sulla qualità dell’aria.
Il presidente Alberto Cirio aveva invitato a concentrarsi su temi ritenuti prioritari, tra cui il disegno di legge sulle aree idonee e il piano ambientale. Intanto, però, il provvedimento economico continua a essere al centro delle polemiche.
Le forze di opposizione hanno attaccato duramente la misura: “Non è una riduzione, è una presa in giro bella e buona”. Secondo Pd, M5S, Avs e Stati Uniti d’Europa, il beneficio per i contribuenti sarà inferiore ai dieci euro annui, a fronte dell’aumento fiscale introdotto lo scorso anno, che aveva inciso in misura ben maggiore. Le minoranze contestano inoltre la cancellazione di 110 milioni di euro di crediti relativi al bollo auto ritenuti ormai inesigibili, sostenendo che non sia stato fatto abbastanza per contrastare l’evasione.
Un altro elemento destinato ad alimentare il confronto riguarda il fatto che la parte più consistente della riduzione dell’Irpef entrerà in vigore nel 2029, anno in cui sono previste le prossime elezioni regionali.
Ma l’assessore al Bilancio Andrea Tronzano respinge le accuse: “Ancora una volta la sinistra sceglie di fare polemica mistificando la realtà e i numeri” – ha commentato Tronzano . Per l’esponente di Forza Italia, lo sconto dello 0,06% rappresenta “un segnale” e costituisce il primo passo del percorso annunciato, reso possibile anche dopo il rinvio al 2029 della riforma nazionale dell’Irpef. Sull’ Irpef – ha aggiunto -“iniziamo il percorso come promesso, pur tra le mille difficoltà di bilancio, anche se la legge nazionale ci sposta di un anno l’accorpamento ai tre scaglioni.
Le variazioni approvate rappresentano infatti una riallocazione contabile delle risorse, resa necessaria dall’applicazione delle norme che impongono di prevedere le risorse quando esse possono essere spese, e quindi tenendo conto dello stato di avanzamento e della rendicontazione degli interventi in corso o realizzati.
Per questo motivo la Regione ha adeguato gli stanziamenti alle effettive esigenze di spesa. Non vi è quindi alcuna riduzione di risorse per le politiche industriali: le risorse ci sono e vengono spese quando servono.
“La competenza finanziaria potenziata prevista dalla legge – dichiara Tronzano – impone che le risorse non utilizzabili nell’anno in corso vengano riallineate all’esercizio successivo. È una regola di buona amministrazione e di corretto uso delle risorse pubbliche che portiamo avanti anche grazie all’utilizzo complementare di fondi regionali e risorse europee, finalizzato a massimizzare l’efficacia degli interventi a sostegno al sistema produttivo piemontese”.
A sostegno della Giunta interviene anche il presidente della Commissione Bilancio Roberto Ravello, secondo cui “La fantasia dell’opposizione supera sempre la realtà”.
Resta ora da capire se le opposizioni sceglieranno un vero ostruzionismo durante l’esame della manovra oppure se il provvedimento verrà approvato senza particolari rallentamenti. Nel frattempo, la legge Omnibus sarà esaminata direttamente in Commissione dopo l’estate, mentre restano ancora senza calendario i Consigli regionali aperti dedicati alle carceri e alle crisi industriali.