
Torino è la città più monitorata d’Italia – Sono più di 50 le strade sotto l’occhio degli Autovelox. E aumenteranno ancora
Torino si conferma la provincia italiana con il maggior numero di strade controllate dagli autovelox. Dopo l’entrata in vigore della riforma voluta dal ministro Matteo Salvini, il prefetto Donato Cafagna ha firmato il decreto che autorizza l’installazione e l’utilizzo dei dispositivi per il rilevamento a distanza della velocità senza obbligo di fermo immediato del conducente.
Nel solo capoluogo sono 52 le vie dove i velox sono già presenti o potranno essere collocati. A livello provinciale, i tratti autorizzati salgono a 313: 38 statali, 203 provinciali e 72 comunali, individuati dopo un confronto con Comuni, Città metropolitana e Anas. Chi si aspettava una riduzione delle postazioni dovrà ricredersi: salvo rare eccezioni, la rete dei controlli resta sostanzialmente invariata e potrebbe persino ampliarsi.
Di recente in città sono stati attivati nuovi dispositivi in corso Grosseto e corso Giulio Cesare, mentre un altro è in arrivo in corso Venezia. A questi si aggiungono le postazioni mobili, che vengono collocate periodicamente lungo assi molto trafficati come corso Lecce, corso Sebastopoli, via Pietro Cossa e corso Sacco e Vanzetti.
Il Torinese detiene già il record nazionale per apparecchi fissi: 121, addirittura più di Roma nonostante una popolazione inferiore. Le regole attuali impongono però criteri precisi, come la distanza minima tra dispositivi, la segnalazione preventiva e il divieto di utilizzo sotto determinati limiti di velocità.
Le sanzioni per eccesso di velocità in città sono circa 120 mila all’anno e, con le nuove attivazioni, il numero potrebbe crescere. Intanto i dati sugli incidenti restano preoccupanti: nel primo semestre 2025 si è registrato un aumento del 3,6% dei sinistri, con 27 vittime e oltre 3.200 feriti. Numeri che rafforzano l’obiettivo dichiarato dei controlli: ridurre la gravità e la frequenza degli schianti, invitando gli automobilisti a moderare l’andatura.