
Torino – Torna il caldo africano: termometro a 39 gradi. A Torino record di anziani deceduti
Dopo una breve pausa Torino e il Piemonte si preparano ad affrontare una nuova e intensa ondata di caldo. A partire da martedì 28 luglio l’anticiclone di origine africana tornerà a dominare il Mediterraneo occidentale, riportando temperature elevate su tutto il territorio regionale. A Torino i valori massimi supereranno i 32 gradi già nei primi giorni, con punte che potrebbero raggiungere i 39 gradi nelle aree di pianura durante la prima parte di agosto. Secondo le previsioni, oltre al caldo saranno determinanti anche l’elevata umidità e la lunga durata del fenomeno.
La situazione desta particolare preoccupazione per le possibili conseguenze sulla salute, soprattutto tra le persone più fragili. I dati del Ministero della Salute evidenziano che tra il 25 maggio e il 30 giugno nel capoluogo piemontese sono stati registrati 136 decessi in più tra gli over 65 rispetto alla media stagionale, pari a un incremento del 19%. La maggior parte di questi casi si è verificata nella seconda metà di giugno, durante il periodo caratterizzato dal massimo livello di allerta per il caldo intenso. Nello stesso intervallo, l‘aumento della mortalità nel resto d’Italia è risultato molto più contenuto, facendo di Torino una delle città maggiormente colpite dagli effetti delle alte temperature.
Anche le rilevazioni climatiche confermano un cambiamento ormai evidente. Negli ultimi decenni le temperature estive massime sono aumentate di circa due gradi, mentre le cosiddette “notti tropicali”, con minime superiori ai 20 gradi, sono diventate sempre più frequenti.
A queste si aggiungono ormai le “notti equatoriali”, durante le quali il termometro non scende sotto i 25 gradi, impedendo all’organismo di recuperare dallo stress accumulato nelle ore diurne.
Alla base di queste ondate di calore c’è il cosiddetto blocco a Omega, una particolare configurazione atmosferica che favorisce l’afflusso di aria rovente dal Nord Africa e mantiene condizioni di tempo stabile per molti giorni. L’assenza di precipitazioni e i terreni sempre più secchi contribuiscono inoltre ad accentuare il riscaldamento delle aree urbane, rendendo l’afa ancora più intensa e persistente.