
Ucraina: un anno fa l’incontro Trump-Putin. Ma non è cambiato nulla, negoziati a vuoto per mesi. La situazione
È trascorso un anno dal vertice di Anchorage tra Donald Trump e Vladimir Putin, un incontro che aveva alimentato speranze di una svolta diplomatica nel conflitto tra Russia e Ucraina. Il presidente russo era stato accolto in Alaska con grandi onori da Trump, in un gesto che aveva segnato una discontinuità rispetto alla linea di isolamento adottata in precedenza dai Paesi occidentali. Tuttavia, i risultati concreti di quel faccia a faccia sono rimasti poco chiari.
Mosca aveva lasciato intendere che ad Anchorage fosse emersa una possibile intesa per arrivare alla pace, ipotizzando anche concessioni territoriali nel Donbas. Tra queste ci sarebbe stata la rinuncia ucraina a cinque importanti centri ancora sotto il controllo di Kiev: Lyman, Sloviansk, Kramatorsk, Druzhkivka e Kostiantynivka. Una prospettiva considerata però inaccettabile dall’Ucraina e difficilmente percorribile anche sul piano costituzionale.
Il documento sottoscritto dai due presidenti non è mai stato reso pubblico. Nei mesi successivi sono comunque proseguiti i contatti tra rappresentanti russi e ucraini, talvolta con la partecipazione degli Stati Uniti. Kiev ha inviato ai tavoli negoziali esponenti di alto livello, mentre Mosca ha spesso scelto delegati di rango inferiore. Nonostante i numerosi incontri, non sono emersi progressi significativi verso un accordo.
La diplomazia si è poi fermata quando Washington ha concentrato le proprie energie sulla crisi in Iran. Da quel momento i negoziati diretti tra Russia e Ucraina si sono praticamente interrotti. Trump e Putin hanno mantenuto i contatti soprattutto telefonicamente, mentre il presidente ucraino Zelensky ha continuato a confrontarsi con il leader americano, anche grazie al sostegno dei governi europei.
Nel frattempo, sul campo, il conflitto non si è fermato. Gli attacchi contro infrastrutture e aree civili sono aumentati e il numero delle vittime è cresciuto. Il fronte, invece, è rimasto in gran parte stabile. In un anno l’area dell’Ucraina sotto controllo russo è passata da circa il 18,96% al 19,36% del territorio. Nel Donbas, diverse città strategiche restano ucraine, mentre a Kostiantynivka gli scontri continuano.