“Fra 30 anni non avremo più auto di proprietà, ci muoveremo su robo-taxi”. La profezia

23/08/2022

“Fra 30 anni non avremo più auto di proprietà, ci muoveremo su robo-taxi”. La profezia

“Fra 30 anni non avremo più auto di proprietà. Ci muoveremo su robo-taxi che ci porteranno ovunque. Piccoli, elettrici, sicuri. Nessuno si metterà più in pericolo guidando un veicolo. I nostri nipoti forse nemmeno prenderanno la patente. Avremo più tempo libero, meno inquinamento. Avremo città a misura di pedoni e di biciclette elettriche. E sono felice di fare la mia piccola parte”. E’ la ‘profezia’ di Sergio Savaresi, professore al dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano.

Nel giro di 30 anni sarà diffusa l’auto a guida completamente autonoma. Il professor Savaresi, spiega Il Secolo XIX,  ha fondato uno dei più grandi ed evoluti gruppi di ricerca sull’automazione dei veicoli al mondo che vede 100 persone, tra docenti, ingegneri e ricercatori.

Lo scorso Aprile, si legge sul quotidiano genovese: ” la Nasa gli ha concesso di usare l’ex pista di atterraggio dello shuttle a Cape Canaveral per stabilire un nuovo record assoluto di velocità per auto autonoma. La sua macchina ha raggiunto i 310 km/h: “Non è uno show. Lo facciamo per imparare e per poi trasferire quello che impariamo nel mondo dell’auto di serie”.

“Stiamo lavorando per un mondo più bello, con meno auto in circolazione e parcheggiate sui marciapiedi. E non avverrà grazie all’elettrico – ha dichiarato Savaresi al Secolo XIX – ” Ciò che cambierà davvero lo scenario in cui vivremo sono due altri fattori. Il primo è il passaggio da una mobilità basata su un’auto di proprietà a una mobilità basata su auto condivise. Si chiama Mobility as a Service. Sarà una sorta di trasporto pubblico. Simile al car sharing che già conosciamo nelle grandi città, ma che ancora non funziona bene, perché costa troppo e la sua diffusione non è così capillare. Questo passaggio sarà favorito e catalizzato dalla tecnologia dell’auto a guida autonoma. Gireremo su robo-taxi che ci verranno a prendere sotto casa e ci porteranno ovunque. Sarà più economico di una corsa in taxi e con rischio di incidenti quasi nullo. L’auto senza guidatore non si distrae, non guida in stato di ebbrezza, non vede solo da una parte come fa l’occhio umano, ha tempi di reazione immediati. Queste macchine non saranno mai ferme nei parcheggi, ma continueranno a muoversi. Eppure in giro ci sarà un decimo delle auto che ci sono oggi”.

Quale sarà invece il futuro per le moto e le biciclette?

Così risponde il professor Savaresi: “La moto è oggi in larga parte un oggetto entertainment ed emozionale, e resterà tale. Si presta poco alla condivisione e all’automazione. Si sta lavorando soprattutto per usare le tecnologie della automazione per aumentarne la sicurezza, vero limite che ancora ha questo bellissimo tipo di veicolo”. Le bici, invece, sono: “Oggetti pregiati, costosi, che hanno superato da anni le moto nelle vendite e continueranno così. In questo nuovo mondo ci sarà più spazio per quella che viene chiamata la mobilità attiva o la mobilità dolce: mescola il bassissimo impatto ambientale con un po’ di attività fisica”.

 

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