Marco Gay (Confindustria Piemonte) sul caro energia: “Si rischia stop aziende e tragedia sociale. Intervenire subito”

02/09/2022

Il presidente di Confindustria Piemonte Marco Gay ha rilancia l’allarme sugli effetti del caro energia.  “Il tempo per intervenire è adesso – ha dichiarato al quotidiano La Stampa – ” Non c’è, per noi, la possibilità di aspettare il 25 settembre e la formazione del nuovo esecutivo per portare avanti le possibili soluzioni necessarie. I costi che deriveranno da una non gestione della drammaticità di questa situazione sono incalcolabili”.

Dopo l incontro straordinario tra i presidenti Annalisa Sassi (Confindustria Emilia-Romagna), Francesco Buzzella (Confindustria Lombardia), Marco Gay (Confindustria Piemonte), Enrico Carraro (Confindustria Veneto) e gli Assessori allo Sviluppo Economico Vincenzo Colla (Emilia-Romagna), Guido Guidesi (Lombardia), Andrea Tronzano (Piemonte) e Roberto Marcato (Veneto) è stato ribadito che il caro energia “sta paralizzando il sistema industriale italiano con il forte rischio di deindustrializzare il Paese e mettendo a repentaglio la sicurezza e la tenuta sociale nazionali”.
“E’ impossibile – ha dichiarato Gay, con gli altri vertici regionali  di Confindustria- ”  mantenere la produzione con un tale differenziale di costo rispetto ad altri paesi (Ue e extra Ue) nostri competitor, che va a colpire non solo le imprese esportatrici dirette, ma anche tutta la filiera produttiva, con un effetto pesantemente negativo soprattutto sulle piccole e medie imprese. Un ulteriore effetto è l’annullamento del rilancio economico post pandemia, in particolare nelle ricadute sui territori che vedono una erosione drammatica di competitività rispetto anche ad altri paesi europei limitrofi. E’ chiaro ormai che ogni risorsa deve essere destinata prioritariamente a questa emergenza”.

Le ricadute in arrivo, ha aggiunto Gay:  “non saranno solo sulle imprese ma su tutta la società, con evidenti problemi di tenuta sociale ed economica per lavoratori, famiglie e per l’intero Paese”.

Le imprese non possono attendere un giorno di più le misure necessarie a calmierare i prezzi di gas ed energia elettrica – hanno spiegato i presidente di Confindustria. Queste le misure, richieste dopo l’incontro,  come spiega askanews: “introduzione di un tetto al prezzo del gas (europeo o nazionale); sospensione del meccanismo europeo che prevede l’obbligo di acquisto di quote Ets a carico delle imprese; riforma del mercato elettrico e separazione del meccanismo di formazione del prezzo dell’elettricità da quello del gas; misure per il contenimento dei costi delle bollette con risorse nazionali ed europee; destinazione di una quota nazionale di produzione da fonti rinnovabili a costo amministrato all’industria manifatturiera”.

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