Premortem, la strategia che aiuta a evitare i fallimenti prima che accadano – Ecco come capire i rischi e aumentare le possibilità di successo

18/05/2026

Molti progetti nascono con grandi investimenti, il sostegno dei dirigenti e aspettative elevate, ma finiscono comunque per fallire. Spesso ciò avviene perché, nelle organizzazioni più rigide, le persone evitano di esprimere dubbi o critiche per timore di contraddire i superiori. A questo si aggiungono numerosi errori cognitivi: l’eccessiva fiducia nelle proprie idee, la tendenza a sottovalutare costi e tempi e la difficoltà a mettere in discussione decisioni già prese.

Per affrontare questi problemi esiste il “premortem”, una tecnica ideata dallo psicologo Gary Klein alla fine degli anni Ottanta. Il metodo viene utilizzato in ambiti molto diversi, dalla finanza alle strategie militari, fino alla progettazione industriale, con l’obiettivo di individuare i rischi di un progetto prima del suo avvio e aumentare così le probabilità di successo.

Il funzionamento è semplice ma efficace. Il team coinvolto viene informato sui dettagli del progetto e successivamente il responsabile immagina uno scenario ipotetico: dopo alcuni mesi il piano è fallito completamente. A quel punto ogni partecipante deve scrivere, senza confrontarsi con gli altri, le possibili cause del disastro. In seguito le motivazioni vengono condivise e discusse una alla volta, così da evitare che qualcuno monopolizzi il confronto. Le criticità più rilevanti vengono poi raccolte e trasformate in azioni concrete per prevenire problemi futuri o modificare il progetto iniziale.

Uno dei principali vantaggi del premortem è la capacità di far emergere rischi che normalmente resterebbero nascosti. Gli studi dimostrano infatti che le persone riescono a ragionare meglio sulle cause di un fallimento già avvenuto piuttosto che su semplici possibilità astratte. Questo meccanismo, definito “senno del poi prospettico”, rende il gruppo più creativo e realistico nell’analisi dei pericoli.

Un altro beneficio importante riguarda la cultura aziendale: durante il premortem le critiche costruttive vengono incoraggiate e non considerate atteggiamenti negativi. In questo modo si crea un ambiente più trasparente, dove tutti si sentono liberi di parlare senza paura di essere giudicati.

Per funzionare davvero, però, il premortem richiede alcune condizioni fondamentali: diversità di competenze nel team, sicurezza psicologica, pari spazio per tutti i partecipanti e tempi di discussione rapidi, così da evitare riunioni inconcludenti.

Secondo molti esperti, questa metodologia può diventare per i progetti ciò che le cinture di sicurezza rappresentano per le automobili: un piccolo sforzo iniziale che, nei momenti critici, può evitare conseguenze molto pesanti.

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