
Orsini (Confindustria) sul nucleare: “Necessario per l’indipendenza energetica dell’Italia. Entro 20 anni ci servirà il doppio dell’energia”
Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, intervenendo al Festival dell’Economia di Trento, ha evidenziato come l’Italia non possa permettersi di escludere a priori nessuna fonte energetica, né il nucleare, né il gas, né le rinnovabili.
Secondo Orsini, il nostro Paese si trova già in una posizione sfavorevole in Europa per quanto riguarda il costo dell’energia, essendo al 27° posto. Inoltre, le tensioni internazionali, in particolare i conflitti in Ucraina e Medio Oriente, stanno contribuendo a un ulteriore aumento dei prezzi.
Il costo dell’energia viene indicato come uno dei principali problemi per la competitività delle imprese italiane. Se produrre in Italia costa fino a tre o quattro volte più che in Paesi come la Spagna, diventa difficile competere sui mercati internazionali, con il rischio concreto di un processo di deindustrializzazione.
“Entro 20 anni – ah dichiarato orsini – “ci servirà il doppio dell’energia. Non possiamo permetterci di dire no a tutto: no al nucleare, no al gas e no alle rinnovabili. Ho parlato anche di questo tema ieri al Festival dell’Economia di Trento.
L’Italia è già al 27esimo posto in Europa per costo dell’energia e con quello che sta succedendo in Ucraina e in Medio Oriente, i prezzi continueranno a salire. Il costo dell’energia è il primo problema per le nostre imprese.
Se l’energia ci costa 3 o 4 volte quello che costa in Spagna, per le nostre imprese produrre e competere diventa più difficile – e la conseguenza a cui andiamo incontro è la deindustrializzazione. Serve quindi differenziare le fonti, per cui mi auguro che nessun partito sia contrario alla sperimentazione sul nucleare. Anche sulle rinnovabili è importante andare avanti e sbloccare le oltre 4mila concessioni che sono bloccate nei cassetti.E poi sul gas, è impossibile farne a meno totalmente, perché quel cuscinetto che fa sì che quando non c’è il sole possiamo accendere l’interruttore, ce lo dà solo il gas. É fondamentale fare presto, perché la posta in gioco è altissima e ne va della capacità competitiva dell’intero sistema industriale italiano”.