
Truffe – Dopo Fideuram altri due Istituti di credito derubati con messaggi, mail e chiamate con l’Intelligenza artificiale. Svaniti 26 milioni di euro
L’intelligenza artificiale è utilizzata dai criminali per mettere a segno frodi sempre più sofisticate ai danni delle banche. Oltre al caso di Paolo Molesini, ex presidente di Fideuram, la Procura di Milano sta esaminando altri due episodi. In totale, le somme sottratte nei due casi ammontano a circa 26 milioni di euro: quasi 24 milioni coinvolgono una dirigente bancaria, mentre altri 2 milioni riguardano un istituto di credito di dimensioni più ridotte.
Le tre vicende sono attualmente oggetto di indagini separate. Nel caso Fideuram, dei 95 milioni di euro coinvolti nella truffa, ne restano ancora 36 da recuperare. Le altre due operazioni, invece, hanno consentito di rintracciare quasi tutto il denaro sottratto. Una parte dei 24 milioni è stata individuata a Barcellona, dopo trasferimenti attraverso diversi Paesi, tra cui Spagna, Singapore, Hong Kong e Bahrein. Anche una quota dei 2 milioni è stata recuperata in Croazia.
L’episodio che coinvolge la dirigente risale a maggio. La donna avrebbe ricevuto un’e-mail proveniente da un indirizzo che sembrava appartenere a un dipendente della stessa banca. Convinta dell’autenticità della comunicazione, avrebbe autorizzato trasferimenti per oltre 23,8 milioni di euro verso conti esteri.
Anche professionisti esperti sono vittime di inganni digitali. I truffatori sfruttano messaggi, posta elettronica e telefonate, ricorrendo all’intelligenza artificiale per imitare le voci e rendere credibili le richieste. Il cosiddetto voice cloning permette infatti di riprodurre artificialmente una voce, rendendo difficile riconoscere la frode. Inoltre, le e-mail generate dall’IA possono essere prive degli errori linguistici che in passato aiutavano a individuare comunicazioni sospette.
Gli investigatori sottolineano anche i rischi legati alla fiducia riposta in messaggi ricevuti tramite applicazioni come WhatsApp, soprattutto quando riguardano operazioni finanziarie importanti. Le banche dispongono comunque di procedure e strumenti di controllo che possono consentire di bloccare rapidamente i trasferimenti sospetti, favorendo il recupero delle somme sottratte.