
Torino – Ecco le migliori Osterie della città nella classifica Slow Food – E il Piemonte si conferma primo in Italia
La nuova edizione della guida Osterie d’Italia 2026 di Slow Food conferma Torino tra le città più rappresentative della cucina tradizionale e assegna al Piemonte il primato nazionale, con 169 locali segnalati sui 1.952 presenti in tutta Italia. La selezione torinese rimane stabile rispetto all’anno precedente, mentre a livello regionale si registrano diverse novità.
Nel capoluogo piemontese, la selezione principale comprende 12 osterie.
Ecco i locali menzionati: Andirivieni, Antiche Sere, Consorzio, Fratelli Bruzzone, L’Acino, Le Fanfaron Bistrot, Le Putrelle, Le Ramin-e, Le Vitel Étonné, Parlapà, San Giors e Scannabue.
Altri sette indirizzi figurano nella categoria dei “Locali quotidiani”: Adelaide!, Barbagusto, Bistronomia D’amblé, Caffè dell’Orologio, Osteria Nuova, Piattini Caffè e Vini e Paltò. Quest’ultimo rappresenta l’unica nuova entrata cittadina.
La guida, presentata alle OGR di Torino, valorizza le tradizioni gastronomiche regionali e ricorda anche Carlo Petrini, fondatore di Slow Food. Con 169 attività selezionate, il Piemonte precede Toscana, con 158 locali, e Campania, con 155, confermandosi la regione più rappresentata.
Nel resto del territorio piemontese entrano nove nuove realtà: I Bùgianèn, ad Asti; El Serniss, a Borgiallo; Osteria dei Babi, a Canale; L’Ostu del Musinè, a Caselette; Osteria della Rosa Rossa, a Cherasco; Garibaldi, a Cisterna d’Asti; Walser Schtuba, a Formazza; Il Mulino della Villa, a Landiona; Lo Puy, a San Damiano Macra.
Inoltre, due locali della provincia di Cuneo ricevono la Chiocciola, riconoscimento riservato alle osterie particolarmente apprezzate dalla guida: Da Maurizio, a Cravanzana, e Osteria Imperfetta, a Guarene.
La cucina del territorio primeggia ancora in tutta la regione, dai centri urbani ai piccoli comuni, confermando il ruolo delle osterie nella conservazione delle tradizioni gastronomiche piemontesi.